The Project Gutenberg EBook of Le bocche inutili, by Annie Vivanti This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have to check the laws of the country where you are located before using this ebook. Title: Le bocche inutili Author: Annie Vivanti Release Date: June 4, 2015 [EBook #49133] Language: Italian Character set encoding: UTF-8 *** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE BOCCHE INUTILI *** Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images generously made available by The Internet Archive) ANNIE VIVANTI LE BOCCHE INUTILI DRAMMA IN TRE ATTI A. MONDADORI MILANO _PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA_ _I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati per tutti i Paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._ _Per ottenere il diritto di rappresentazione teatrale, riduzione cinematografica o traduzione, ecc. di questo dramma, rivolgersi esclusivamente alla SOCIETÀ ITALIANA DEGLI AUTORI Milano, via Sant'Andrea, 9_ _Copyright 1918 by «Annie Vivanti Chartres»._ DEDICA Al tenente GIORGIO TOGNONI, cieco di guerra. _Giorgio,_ _Vi ricordate come ebbe origine questo dramma?_ _Uscivamo dal Teatro alla Scala una sera piovosa del novembre scorso. Voi avevate parlato, esaltando la guerra, ad una folla delirante d'entusiasmo per l'Italia e per voi._ _Con la mano sul mio braccio, sotto al grigio porticato, vi fermaste. Ancora intorno a noi crepitavano gli applausi._ _«Annie Vivanti, volete scrivere un dramma per me?»_ _Io alzai gli occhi a guardarvi, a guardare il bel volto mobile ed espressivo, e le chiome ricciute, e il fiero portamento dell'alta ed agile persona — tutta la pittoresca bellezza dei vostri ventiquattr'anni, alla quale i grandi occhiali neri aggiungono un fascino speciale e indefinito._ _«Sì», dissi subito._ _E così nacque nella mia mente la figura di «Giorgio» in questo dramma di guerra._ _«Giorgio» siete voi. Le sue parole sono parole che da voi ho udito; l'anima di Giorgio è la sublime anima che è in voi._ * * * _Era inteso che voi stesso avreste interpretato la parte del giovane ufficiale che ritorna dalle trincee con gli occhi per sempre chiusi._[1] [1] _Nella prima versione del lavoro, scritta con questo intendimento, Giorgio non entrava in scena che al terzo atto._ _Dalle vostre labbra dovevano giungere — con la forza suprema di una sacra e tragica verità — le parole di fede al cuore degli ascoltatori._ _Quando la madre dice al figlio: «Fammi vedere i tuoi occhi!...» erano i vostri occhi, con la loro divina cicatrice, che dovevano essere svelati. Quand'egli, tentando di calmare la materna angoscia, dice: «Mamma! Chiudi anche tu gli occhi! Scendi nel buio con me...» e il teatro si oscura completamente — quel crepuscolo che calava sui nostri spiriti doveva essere un lembo della grande ombra che per sempre vi ravvolge..._ _Ma al momento della rappresentazione sorsero, come voi sapete, degli inattesi ostacoli. Gli amici discussero... sconsigliarono... dissuasero... E per timore che qualcuno potesse dire che si era voluto «sfruttare la sventura» il dramma — da voi ispirato e per voi scritto — fu dato senza di voi._ _A me parve che ne fosse tolto così l'elemento più alto di commozione, l'essenza stessa della poesia da me sognata._ . . . . . . . _Ma ancora non mi so spiegare l'indescrivibile tumulto che il dramma suscitò alla sua prima rappresentazione. Certo, nella mente di una parte del pubblico vi fu un equivoco causato dal titolo. Ad alcuni — che ignoravano il significato militare dell'espressione _«le bocche inutili»_ — il titolo parve gaio; e il teatro si affollò di gente che, per distrarsi dalle tristezze della guerra, voleva vedere una commedia allegra._ _Credevano nelle «bocche inutili» di trovare le bocche che ridono, le bocche che baciano, le bocche che pronunciano delle soavi arguzie o delle parole d'amore... E rimasero stupiti e disorientati quando si trovarono davanti alle tragiche bocche di vegliardi, di donne e di bambini che la guerra apre agli urli e alla fame._ _La fame — primitivo e mostruoso supplizio! — doveva avere anch'essa una parte di protagonista in questo dramma._ _Ma da poi che l'ebbi veduta da vicino in tutta la sua ferocia e terribilità, ho compreso ch'essa mal si prestava ad infingimenti teatrali._ _Sì; l'ho veduta da vicino, Giorgio. L'ho veduta qui, negli ospedali della Riviera, al capezzale dei prigionieri che l'Austria, quasi un atroce scherno, ci rinvia moribondi dai suoi campi di concentramento._ _Sui corpi di quei martiri la fame è passata come una belva viva scannando e sbranando; pare che i lupi abbiano strappato da quei volti la carne, non lasciando al posto delle guance che due incavi nerastri; pare che dei vampiri si siano acquattati su quei petti concavi, a suggere fin l'ultima goccia di sangue di tra le anelanti costole; pare che qualche visione demoniaca sia passata davanti a quegli occhi che si aprono spauriti e smisurati... occhi in cui di vivo non vi è più che la morte._ _Quando uscii da quel luogo di sventura, mi sono detta che la fame non si doveva nè si poteva rappresentare sulle scene. E col cuore rovente d'odio e d'amore — d'amore per quei martiri, umili e sublimi; d'odio per coloro che freddamente, deliberatamente, tale tortura avevano potuto infliggere — mi parve che non avevo mai amato abbastanza; e che non avevo mai abbastanza odiato!_ _... Era una chiara notte invernale. Sopra al mio capo brillavano le stelle, calme, gelide, eterne._ _E pareva che dicessero:_ _«Noi non conosciamo l'odio; non conosciamo l'amore. Perciò siamo immortali»._ . . . . . . . _Il nostro primo incontro — lo ricordate, Giorgio? — fu ad un ricevimento dato a Roma per me, dove voi eravate invitato a recitare alcuni celebri versi carducciani._ _Io non vi conoscevo ancora; ma d'un tratto vi vidi, alto e snello nella vostra uniforme, avviarvi al braccio d'un altro ufficiale verso il centro della sala. Vi chinaste verso l'amico, e vi udii dirgli sommesso:_ _«Mettimi dove io possa, recitando, guardare Annie!»_ _«Guardare Annie!» Quelle parole sulle vostre labbra mi fecero trasecolare. E mentre voi ritto, col viso pallido rivolto a me, dicevate i cari versi del grande Poeta ed Amico, dal fondo del mio cuore saliva come un controcanto la poesia che tale visione m'ispirava._ _E quella sera scrissi per voi i brevi versi che qui trascrivo._ LUCE Cotanta luce io non la vidi mai Come all'istante in cui tu _mi guardasti!_ Ai miei occhi abbagliati tu sembrasti Circonfuso di rai. La luce che perdesti ti circonda, Luce di gioventù — luce di gloria! Cotanta luce io non la vidi mai. I tuoi due occhi sono torcie accese. Dove li volgi è un subito e potente Avvampare di fuoco e di virtù. Nessuno sguardo mai fu sì profondo Nessuno sguardo mai fu sì possente, Come lo sguardo tuo che non è più. I tuoi due occhi sono torcie accese. O tu, che hai dato la tua luce a noi, Volgi, volgi sui tristi e sui codardi La sacra ténebra degli occhi tuoi, E tutti i vili diverranno eroi Se tu li guardi!... O tu che hai dato la tua luce a noi. * * * _Da quel giorno in poi ci siamo sempre ritrovati. Dalla Villa Aldobrandini, voi, con due vostri gloriosi compagni, vi facevate accompagnare a notte tarda sotto le mie finestre, e nella quiete delle chiare notti romane, udivo risonare d'un tratto le vostre giovani voci chiamandomi per nome._ _Talvolta l'ora era tardissima — a voi che importava dell'ora? — ed io mi destavo di soprassalto e m'affacciavo:_ _«Ma come mai siete qui? Sono le due del mattino!»_ _«Scendete! Vogliamo andare a passeggio», comandavate voi. — «Alla Trinità dei Monti», diceva il tenente Cotta Ramosino, alzando nella bianca luce lunare il classico viso._ _«Od anche a Monte Mario», soggiungeva il capitano Fogliero, con la sua bella risata di fanciullo._ _Io mi vestivo alla meglio, scendevo rapida — e via, a braccetto, tutti in fila, per le notturne vie della meravigliosa città._ _Oh belle notti in cui a me era concesso guidare i vostri passi, dirvi gli splendori di Roma dormente nella diffusa chiarità lunare, essere per un'ora, con umiltà orgogliosa, la luce degli occhi vostri!_ * * * _Fin d'allora però ho avuto la strana sensazione che quando uno di voi mi prendeva il braccio era piuttosto per guidarmi che per essere da me guidato._ _Ogni qualvolta voi, Giorgio, posate sul mio braccio la vostra mano tranquilla e leggera, mi sembra che la rumorosa vita quotidiana dilegui e svanisca d'intorno a me, e ch'io scenda con voi in un mondo nuovo e profondo, dove una immensa pace, un'oscura calma mi sommerge. Sull'anima ferita, sugli occhi abbagliati dalle villane luci giornaliere, cala la morbida frescura delle tenebre, passa il silenzio come il vento di un'ala nera._ _La vita diviene un'armonia in tono minore._ . . . . . . . _E in quel mondo di sogno in cui m'aggiro con voi, non s'incontra più nessuno che sia affrettato, o scortese, o indifferente._ _Ogni sguardo rivolto a noi è luminosamente annebbiato di dolcezza: ogni voce si fa piana e commossa, ogni passo si arresta o si ritrae per darci il passaggio, ogni sguardo oscilla in una lagrima o brilla in un sorriso._ _Certo io non ho mai veduto effulgere così la bellezza e la bontà umana come quando voi siete accanto a me, con la mano lieve e ferma sul mio braccio, col bel volto sereno un poco alzato verso il cielo._ * * * _Così, nella vita, come in questo mio breve dramma siete voi, voi e i vostri compagni, gli apportatori di luce._ _Da voi giunge alle nostre anime — brancolanti nel buio alla ricerca della verità, smarrite nel labirinto dei nuovi oscuri dilemmi creati dalla guerra — il monito e l'esempio, il verdetto sereno e inappellabile su ciò che oggi è il nostro supremo dovere._ _«Ah, figlio mio!» grida la madre dal profondo del suo strazio, «tu che con quei chiusi occhi vedi forse più chiaro di noi — dillo, dillo, se il primo dovere d'un uomo non è verso le sue creature, verso le sue donne, verso i suoi figli, sangue del suo sangue?...»_ _E il figlio risponde — fiero, forte, sicuro; risponde come rispondeste voi al nemico, in quell'alba sul Monte Sabotino, quando i vostri grandi occhi italiani erano ancora aperti:_ _«No!»_ ANNIE VIVANTI Nervi, 1918. «_Je créai six commissaires pour faire la description des bouches inutiles, et après bailler ce rôle à un chevalier de Saint-Jean de Malte, accompagné de 25 ou 30 soldats, pour les mettre dehors.... Ce sont les lois de la guerre: il faut être cruel bien souvent pour venir à bout de son ennemi_....» MONTLUC, «_Siège de Senne_» «_Starvation is one of the weapons of a besieger — as history has proved, one of the most powerful_....» OLE LUK-OIE, «_The Green Curve_» PERSONAGGI IL COMANDANTE SIR HARRY DE BELS — governatore inglese della piazzaforte. GIORGIO — suo figlio. IL CAPITANO LOUSSY — suo aiutante di campo. AUBREY RUSSELL — matematico. SIR GEOFFREY HARDING. IL TENENTE FLETCHER. UN CUSTODE. LADY MARY DE BELS — moglie del Comandante. LILLIA — sua figlia (16 anni). ANNA FARRELL — loro cugina (17 anni). DAISY FARRELL — madre di Anna. EDITH — una domestica anziana. _Un bambino, tre bambine, soldati, esuli, ecc._ Il primo e il secondo atto si svolgono nel palazzo del Comandante De Bels, in un lontano possedimento inglese. Il terzo atto ha luogo nella villa del Comandante, nella contea di Kent, in Inghilterra. ATTO PRIMO Grande sala a pian terreno nel palazzo del Comandante Harry De Bels. Carte geografiche attaccate alla parete. Mobilio semplice e severo. Sul davanti della scena, a destra, un tavolo, un piccolo divano e qualche poltroncina. Accanto alla parete destra un armadietto vetrato. A destra, in secondo piano, breve scalinata che conduce agli appartamenti di Lady Mary. A sinistra, primo piano, un caminetto. In secondo piano, una porta. Sul davanti della scena, pure a sinistra, una grande tavola ingombra di carte. Nel fondo, verso la sinistra l'ingresso: una doppia porta vetrata che s'apre su una veranda. Da questa si vede, nello sfondo, una strada di campagna. Paesaggio estivo, esotico e triste; senza case. Sulla soglia della veranda, Giorgio in _khaki_, si congeda da sua madre, Lady Mary, e da sua sorella, Lillia. I tre si parlano a bassa voce, con affettuosa commozione. Giorgio tiene le spalle rivolte al pubblico. ATTO PRIMO IL COMANDANTE entrando dalla sinistra Su, Giorgio, in carrozza! LADY MARY a Giorgio Vengo con te. GIORGIO Ma, cara mamma, al Presidio non puoi venire. Rivolto al Comandante È vero, papà? IL COMANDANTE No, no! Ti accompagno io. LADY MARY a Giorgio, con impeto affettuoso Vengo con te fino al cancello. Lady Mary e Giorgio escono. IL COMANDANTE a Lillia che vorrebbe seguirli Sta qui, Lillia. Lascialo solo un istante con sua madre. LILLIA Papà, quanto tempo starete al Presidio? IL COMANDANTE Poco. Tra mezz'ora saremo di ritorno. LILLIA piangendo E poi ci lascierai andare alla stazione con Giorgio? IL COMANDANTE Ho già detto di no. Piangete troppo. Date un cattivo esempio alle donne della città. «Ma come?» diranno, «ecco la moglie e la figlia del Comandante che piangono perchè il figliolo va a fare il suo dovere! E a noi predicano il patriottismo». — Vergogna! LILLIA singhiozzando disperata Ma io non piangerò! IL COMANDANTE con voce commossa È difficile.... non piangere. LILLIA subitamente, con tenerezza, abbracciandolo Oh, povero papà! So quanto soffri anche tu. IL COMANDANTE Soffrirei di più se Giorgio non avesse chiesto di partire. Del resto, le nostre piccole sofferenze personali non contano; hai capito? LILLIA Sì. IL COMANDANTE E tu, cerca di essere di conforto alla mamma. LILLIA asciugandosi gli occhi Sì... sì... me l'ha detto anche Giorgio. IL COMANDANTE E senti, Lillia. Tu ormai non sei più una bambina, è vero? — Ebbene, con gravità cerca di persuadere la mamma a partire. LILLIA A partire! IL COMANDANTE Sì. A tornare in Inghilterra con te. Potreste partire con le cugine il mese prossimo. Di'; non ti piacerebbe fare il viaggio con la tua piccola amica Anna?... LILLIA Ma lasciarti qui, papà? Lasciarti qui solo? IL COMANDANTE Sarete più vicine a Giorgio. LILLIA Oh, la mamma non vorrà! Non vorrà certo! E anch'io non voglio lasciarti. IL COMANDANTE a voce bassa e rapida Figliola mia... Se io insisto, è perchè è necessario. Prometti che cercherai di persuadere la mamma. Eccola! ed ora, su, sorridi! le alza il mento Su dunque! Alla mamma che entra Anche tu, Mary, non piangere. Saremo presto di ritorno. LADY MARY amaramente Sì. Ma per ripartire quasi subito! Non potresti andar tu solo al Presidio e lasciar Giorgio con noi? IL COMANDANTE Sai pure che occorre la sua presenza e la sua firma sulle carte. LADY MARY È doloroso sacrificare a quelle formalità gli ultimi preziosi momenti... IL COMANDANTE Lo comprendo. Ma non c'è rimedio. E certo, cara, non vorrai rattristare Giorgio con delle inutili lamentele? LADY MARY No! no! IL COMANDANTE Brava. Lo sapevo. Con rapido gesto di saluto, esce. LADY MARY accasciandosi piangente Giorgio mio! LILLIA infantile e imbronciata Poteva fare il soldato qui, accanto a papà, senza intraprendere quell'orribile viaggio, così lontano, per tornare a casa. LADY MARY Tuo padre non vuol chiedere favori. Suo figlio deve presentarsi in patria come tutti gli altri. Poi andrà dove sarà destinato. LILLIA ricordando l'ammonimento paterno Ah! a proposito — affettuosa, seduta accanto alla madre, posandole il capo sulla spalla e se tornassimo a casa anche noi? Non ne hai abbastanza, mamma, di due anni in questo paese, così brutto... mezzo selvaggio? LADY MARY Lasciar qui solo tuo padre? Ah, no! LILLIA Ma... so che anche papà lo desidera. LADY MARY recisamente Tuo padre ha bisogno di me; ha bisogno di affetto e di cure. Ora poi, con la guerra... con la minaccia sempre più grave ed incalzante, certo non penserei a lasciarlo. — Tuttavia, poichè ne parli, Lillia mia, ti dirò che ho intenzione di pregare le cugine Farrell di condurti a Londra con loro. LILLIA Tu vuoi mandarmi via? Via da te e dal babbo! Mamma, mamma! Non farlo! Non farlo! LADY MARY Vogliamo saperti al sicuro, angelo mio! LILLIA No! no! Non m'importa d'essere al sicuro! Voglio essere con te e col babbo. Giura, giura che non mi mandi via. Ma cosa fareste voi due, infelici! senza di me? E senza Giorgio? LADY MARY con nuove lagrime Ah, Giorgio! Giorgio mio... LILLIA guardandosi attorno Mi pare di non poter vivere senza di lui! Detesto tutto... detesterò sempre tutto... LADY MARY abbracciandola Cara!... alla tua età, si dimentica presto. LILLIA sdegnata Dimenticare? Come puoi dir questo? Credi — che dimenticherò mio fratello?! LADY MARY No. Ma dimenticherai di soffrire. La bacia in fronte. Entra la signora Daisy Farrell, seguita da sua figlia Anna. Questa sembra svogliata e triste. Tiene in mano, dondolandolo pei nastri, il suo cappello da giardino. DAISY FARRELL Mary! Ti disturbo? LADY MARY No, no, cara cugina. Al contrario. La saluta. Anche Lillia le saluta entrambe affettuosamente. E tu, Anna, come stai? DAISY FARRELL Anna oggi è di cattivo umore. Non so che cos'abbia. LADY MARY carezzando il viso della fanciulla. È vero? Anna china il capo. DAISY FARRELL Non potevo lasciar partire il tuo figliolo senza venirlo ad abbracciare. Più che la parentela mi lega a voi l'affetto, e mi sembra che il tuo Giorgio sia un poco anche figlio mio. LADY MARY Cara Daisy! DAISY FARRELL E dov'è? LADY MARY È andato con suo padre al Presidio. Le carte pel suo viaggio non sono arrivate che all'ultimo momento. Sospira. E pensare che tra un'ora parte!... DAISY FARRELL confortandola Coraggio, Mary! Amica mia!... LILLIA ad Anna Ma Anna! Cos'hai? Fai un broncio... hai gli occhi rossi. Anna scuote le spalle; non vuol far vedere che piange. D'improvviso si volge ed esce rapida in giardino. LILLIA la segue. Anna!... DAISY FARRELL a Lady Mary, sedendole vicino. Mary! Come mai non ti sei decisa a partire anche tu? LADY MARY con un sorriso triste Mia cara, le mamme non possono accompagnare i loro figlioli quando vanno soldati. con amarezza, quasi parlando a se stessa Lui, piuttosto, poteva aspettare che lo chiamassero... DAISY FARRELL Oh! con rimprovero È la moglie del Comandante De Bels che parla così? LADY MARY a testa bassa No. È la madre... di un unico figlio adorato. DAISY FARRELL Che pur parlando così... non è sincera. LADY MARY Ah, Daisy! non lo so. Com'è difficile essere veramente sincere quando si ha il cuore straziato. Se mio figlio non fosse qual'è, capace di ogni slancio generoso, io ne soffrirei. Ma come posso dire di non soffrire quando per sua volontà mi abbandona?... L'eroismo, vedi, è una virtù maschia. A noi donne non si dovrebbe domandare che la femminea e mite virtù della rassegnazione. DAISY FARRELL Ah no, Mary! LADY MARY Io invidio, invidio e ammiro la donna forte, l'amazzone che dice al suo figliolo: «Va!» Ma io non sono che un'anima debole, lo confesso; io non saprò che piangere e invocare il ritorno del mio diletto. DAISY FARRELL affettuosa Povera Mary, ti comprendo. Una pausa. Ma ciò che non comprendo è che, malgrado le tue timidezze, tu non ti decida a tornare in patria; non già per accompagnare Giorgio, ma per mettere in salvo Lillia — e te stessa. Un brevissimo silenzio. Noi, lo sai, partiamo ai primi del mese prossimo. Vuoi che facciamo il viaggio insieme? LADY MARY Io non posso nè voglio lasciare mio marito. Il mio posto è accanto a lui, soprattutto nell'ora del pericolo. DAISY FARRELL Capisco. Ma non pensi a Lillia? E se le cose si aggravano? Se poi non poteste più partire? Considera... anche per il Comandante, che grave pensiero! Egli che ha già tante responsabilità... LADY MARY interrompendo È mio dovere e mio diritto restare con lui. Ma giacchè ne parli ti chiederò un favore. Vuoi condurre a casa Lillia, con te? DAISY FARRELL Ma figurati! Con tutto il piacere. LADY MARY Poichè le nostre ville, nel Kent, sono attigue, Lillia potrebbe stare in casa nostra con la fedele Edith; e tu ed Anna andreste a vederla tutti i giorni... DAISY FARRELL Ma no! Lillia starà con noi. Sarà una gioia di averla, quella cara creatura. LADY MARY Grazie. Mi togli un grande peso dal cuore. Ora la difficoltà sarà di persuadere Lillia a lasciarci; essa adora suo padre, e l'idea di allontanarsi da lui e da me, le sembrerà terribile. LILLIA sulla veranda Mamma! C'è il tenente Fletcher che cerca di papà. Entra il tenente Fletcher. IL TENENTE FLETCHER Perdoni, Milady. Ho un messaggio per il Comandante. LADY MARY In questo momento non c'è. Si tratta di cosa urgente? IL TENENTE FLETCHER Non urgentissima, Milady. LADY MARY Se crede di dire a me? IL TENENTE FLETCHER Vengo da parte del capitano Loussy — LILLIA interrompendo vivamente Ah! Il capitano Loussy è tornato? IL TENENTE FLETCHER Sì, signorina. È arrivato stamattina. a Lady Mary Mi ha detto d'informare il Comandante del suo ritorno; e di dire che è arrivato anche Sir Geoffrey Harding... LADY MARY Il fratello del ministro? IL TENENTE FLETCHER Sissignora. Saranno qui entrambi tra mezz'ora per vedere il Comandante. LADY MARY Lo dirò a mio marito appena entra. Non tarderà. Il tenente Fletcher saluta ed esce. LADY MARY a Daisy Farrell Se andassimo al loro incontro? DAISY FARRELL Sì, sì. Così saluteremo Giorgio per via. Chiamando Anna!... Andiamo, Anna! LILLIA Anna è qui fuori in giardino. La lasci un po' con me? DAISY FARRELL Se vuoi, cara. Tanto, dovrete poi farvi buona compagnia in viaggio... LILLIA spaventata Che viaggio? DAISY FARRELL Tu verrai in Inghilterra con noi. LILLIA rivolgendosi con rimprovero a Lady Mary Mamma! No! Non mandarmi via! Dillo, dillo che non mi manderai via da te. Lady Mary la bacia teneramente in fronte; indi esce con Daisy Farrell. LILLIA rimane un istante pensierosa, poi va alla porta e chiama: Anna! Vieni! Esce sul terrazzo. Ma vieni dunque. Rientra traendo per mano la piangente Anna. Insomma, si può sapere perchè piangi? ANNA Ma no che non piango. LILLIA Già, si vede. Mi dici che cos'è accaduto? ANNA stizzosa Niente... Anche tu hai pianto. LILLIA Ma io piango perchè deve partire mio fratello. Anna dà in un rinnovato scoppio di lagrime. LILLIA togliendole a forza le mani dagli occhi. Oh, guarda un po'! Piangi anche tu... per Giorgio?... Ma saresti forse innamorata di lui?... Oh! che cosa strana! in tono severo E perchè non glielo dici prima che parta? ANNA Non si può — non si posson dire certe cose a un giovinotto. LILLIA A Giorgio? Ma figùrati! Puoi dire quello che vuoi. Forse gli farebbe anche piacere. ANNA Credi?... Credi che gli farebbe piacere? LILLIA Sì, sì. Quelle cose fanno sempre piacere. Sai, quando avevamo quella servetta indigena — la Hildaine — l'hai vista anche tu, quell'orrore di ragazza! Aveva certe braccia grosse così!... Come due _gigots_ di montone!... ANNA Sì, sì; me la ricordo. LILLIA Bene; un giorno papà ha detto: «Giorgio! bada bene!... Mi pare che quella ragazza abbia una mezza cotta per te...» E Giorgio con le mani in tasca ha detto: «Poh! poh! poh!...» e aveva un'aria di grande soddisfazione. ANNA risentita E cosa c'entra? LILLIA C'entra.... che certo gli farà piacere di sapere che anche tu l'ami. ANNA Tanto più che io non ho le braccia come dei _gigots_ di montone. Alza la manica e scopre il braccio. Ti pare? LILLIA No no, anzi! Hai le braccia come... come la Venere di Milo! ANNA lusingata Quanto sei cara! L'abbraccia. Veramente... mi pare che la Venere di Milo non ne abbia di braccia. LILLIA Fa lo stesso... Come un'altra Venere. Senti, Anna! Adesso quando torna Giorgio, vogliamo dirgli subito che l'ami? ANNA Per carità! LILLIA Allora, niente. ANNA dopo breve esitazione Veramente a lui — non come uomo, ma come eroe — lo si potrebbe dire. Od anche scrivere! Sì! Forse è meglio scrivere. Io conosco delle signorine che scrivono a tutti gli eroi delle lettere d'amore. LILLIA dubbiosa Credi che Giorgio si possa già chiamare un eroe? Dopo tutto, non è ancora andato neppure alla stazione... ANNA commossa Dimmi... Lillia... di me, quest'oggi, ha parlato? LILLIA incerta Sì. Ha detto qualche cosa. ANNA Cosa? Cosa? LILLIA Mi ha detto: «Tu, Lillia, non sei più una bambina. Quando sarò partito pensa a consolare la mamma e il papà — e non star a far l'oca tutto il giorno con Anna». ANNA mortificata Oh Dio! Non ha detto altro? LILLIA No. ANNA Ebbene, senti, noi — asciugandosi gli occhi noi dobbiamo obbedirlo. Le sue parole sono sacre. Non facciamo più le oche. LILLIA E per non fare le oche, cosa si fa? ANNA in tono confidenziale prendendole il braccio Ho letto in un bellissimo libro questa frase: «_Per lui ella immolò il suo passato_...» Immoliamo il nostro passato? LILLIA commossa Sì! Sì! Immoliamolo! ANNA additando l'armadio vetrato su cui è poggiata una bambola La prima cosa da immolare sono le bambole. LILLIA Le bambole!... ma io non le tocco più! ANNA Hai detto l'altro giorno che ne avevi cinque. LILLIA Le ho... le ho... ma non le guardo neppure. ANNA lirica Ebbene, oggi devi dire addio alle tue bambole. Un addio eterno. Faremo un rogo in giardino.... le avvolgeremo in bianchi lini, e le consegneremo alle fiamme. LILLIA battendo le mani Bene, bene, bene! ANNA Vado a prendere anche le mie. LILLIA Fa presto! È meglio farlo subito, prima che torni la mamma. Ho idea che... i roghi... potrebbero non piacerle. ANNA sulla porta Sai. Per portarle in giardino metteremo in testa dei veli neri — LILLIA Sì, sì! ANNA Torno subito. Esce rapida. LILLIA sola; apre l'armadio, ne toglie le bambole Venite — Cécile! Margareta! Clelia! — Addio!... Le mette allineate a sedere sul divano. Si china a togliere dall'armadio anche un orsacchiotto e lo pone a sedere in mezzo alle bambole. Addio, _Teddy-bear_! Prende la bamboletta che è poggiata sull'armadio e la mette seduta su una poltroncina. Addio, Giovanna! Entra il capitano Loussy con una busta di dispacci. CAPITANO LOUSSY Si può entrare? LILLIA salutandolo Oh, capitano Loussy! Ben ritornato! CAPITANO LOUSSY Grazie, signorina. Sono arrivato stamane... LILLIA Chi sa che viaggio? CAPITANO LOUSSY Così così. LILLIA Il mare! _brrr_... rabbrividisce E pensare che quella traversata la dovrà fare anche il nostro Giorgio... CAPITANO LOUSSY Già. So che suo fratello è di partenza. Guardandosi intorno. E il Comandante? LILLIA Papà è andato ad accompagnare Giorgio al Presidio; poi... siede in un angolo del divano, e piange andrà con lui alla stazione. CAPITANO LOUSSY Ebbene, tornerò più tardi. Sta per uscire. Si ferma. Non pianga, signorina. Via, non pianga così! LILLIA asciugandosi gli occhi Crede lei che Giorgio sia un eroe? CAPITANO LOUSSY Se non lo è già — lo sarà certo. Non potrebbe essere altrimenti, poichè è figlio di suo padre. LILLIA Ah! Lei ama tanto il mio papà. CAPITANO LOUSSY sorridendo L'amo e l'ammiro al di sopra d'ogni cosa. Sono superbo d'essere il suo umile e fedele aiutante di campo — e servitore. LILLIA Oh, mi piace sentirle dir questo! Segga! Segga! Il capitano siede sulla poltroncina. E chissà papà com'è felice di essere tanto amato da lei! CAPITANO LOUSSY sorridendo Suo padre nè lo sa, nè gliene importa. Del resto, la felicità dell'amore sta tutta nel cuore di chi ama. LILLIA incrociando le mani in grembo, nell'atteggiamento di chi s'interessa. Ah? Davvero? È così? CAPITANO LOUSSY Davvero. È così. LILLIA Si è più felici d'amare, che di essere amati? CAPITANO LOUSSY Senza dubbio. LILLIA pensierosa Già. È vero; guardandosi attorno le mie bambole per esempio... con uno strillo Ah! Lei è seduto su Giovanna!! CAPITANO LOUSSY Misericordia! Balza in piedi. Lillia ritira Giovanna. CAPITANO LOUSSY Ho fatto qualche danno? LILLIA No. Niente. Giovanna ha sempre avuto la faccia un po' schiacciata... Ravvia i capelli alla bambola. CAPITANO LOUSSY vicino a Lillia, contemplando Giovanna Sono spiacentissimo... LILLIA È niente. Bacia Giovanna. CAPITANO LOUSSY sorridendo Permette che anch'io faccia... onorevole ammenda? Lillia, dopo un istante d'esitazione, sorride, e gli tende la bambola da baciare. Un piccolo silenzio. LILLIA alzando gli occhi a lui Cosa si diceva? CAPITANO LOUSSY Si parlava d'amore. LILLIA Ah sì! Lei diceva... io dicevo... CAPITANO LOUSSY Che è più felice chi ama... LILLIA Già. Dicevo che le mie bambole, naturalmente, non mi amano affatto. Ma le amo io — e mi basta. CAPITANO LOUSSY amaramente, come chi ricorda un passato dolore Sì. E le bambole hanno questo di buono che, se non amano lei, non amano però nessun altro. LILLIA Già. CAPITANO LOUSSY E poi... sono sue. Ne fa quel che le pare. Vero? Le castiga, le bacia, le porta a spasso... E poi, quando ne è stanca — LILLIA Le metto nell'armadio. CAPITANO LOUSSY ridendo Brava! Ah, piccola Lillia, con le bambolette vive non si può far così. LILLIA ridendo Oh — e perchè no? CAPITANO LOUSSY Le piacerebbe, se lei fosse, per esempio, una bambolina mia — ch'io la mettessi nell'armadio? LILLIA dopo breve riflessione No. Veramente, no. Tanto più... CAPITANO LOUSSY Tanto più? Le prende la mano LILLIA Tanto più che in quell'armadio ci sono i ragni. CAPITANO LOUSSY ridendo Lei è una deliziosa personcina. Permette ch'io baci la mano... a Giovanna? Lillia gli tende la mano della bambola, ch'egli bacia. Indi saluta ed esce. LILLIA sola, guardando Giovanna Ti ha baciato la mano. A me nessuno ha mai baciato la mano. Si guarda in giro contemplando le bambole. Sta un momento indecisa, poi, d'improvviso, va al caminetto e si guarda nello specchio. In quell'atto è come la trasformazione dalla bambina alla giovinetta. ANNA appare sulla porta con due bambole in braccio. Ha un velo nero in testa, ed è seguita da varî bambini sorridenti. Tra gli altri Pierino — 6 anni — che porta una piccola pala. Siamo qui. Se non ti rincresce ho invitato anche Rina e Clelia e Lola e Pierino... per la mesta cerimonia. LILLIA Che mesta cerimonia? ANNA Ma... il rogo... i funerali... LILLIA Oh, Anna!... Ma sono sciocchezze quelle! Sono proprio le bambinate che Giorgio ci ha detto di non fare. ANNA delusa Ma come? Hai cambiato tutto!... E allora? LILLIA Allora — regaliamo le bambole a questi piccoli. Non ti par meglio? Le mette il braccio intorno al collo. ANNA con un po' di broncio Se vuoi... LILLIA distribuendo le bambole Tieni, Clelia! Ecco, Rina, questa è per te. Ti piace? Toh, Lola; prenditi questa — LOLA additando Giovanna Mi dài quella lì? LILLIA con un piccolo sospiro No. Quella la terrò per ricordo... sempre. E Pierino?... Pierino, vieni qua. Ecco: per te l'orsacchiotto. Sei contento? PIERINO scoppiando in pianto No! LILLIA No!?... Cos'hai? Perchè piangi? PIERINO Perchè... mi piaceva di più... seppellirle! Le bambine ridono. LADY MARY entrando Via, via, figlioli. a Lillia Ho visto che torna tuo padre. LILLIA ad Anna Conducili via. Anna e i bambini escono. Entra il Comandante. Le due donne gli vanno incontro. LADY MARY E Giorgio? Dov'è? IL COMANDANTE Verrà più tardi. — È stato qui il capitano Loussy? LILLIA attaccandosi al braccio del padre Sì. Tornerà. Ed è arrivato qualcun altro con lui... non so più chi... LADY MARY Ma dimmi di Giorgio. Non sei stato al Presidio con lui? IL COMANDANTE No. Sono sceso a metà strada. Giorgio ha proseguito solo. LADY MARY stupita Come mai? IL COMANDANTE C'è stato un incidente alla cantoniera. Un fatto triste — Siede pensieroso e turbato LILLIA gli s'inginocchia accanto Cos'è stato? IL COMANDANTE Passando la cantoniera abbiamo udito delle grida. L'espresso — quello che arriva dal Nord — spuntava dal _tunnel_. Mi volto, e vedo laggiù, a cento metri, un bimbo — il bimbo del cantoniere — che si è arrampicato su per la scarpata e si mette a giocare... sul binario! LADY MARY Mio Dio! Lillia nasconde il viso. IL COMANDANTE Urliamo tutti. Ma il bimbo è troppo lontano — non ode. Allora la moglie del cantoniere, come una pazza, si precipita allo scambio... LADY MARY Perchè — allo scambio?! IL COMANDANTE Certo con l'idea di far deviare l'espresso le due donne ascoltano atterrite. e mandarlo sul binario morto, tutto ingombro di vagoni. Era la catastrofe inevitabile, atroce. Il cantoniere — ah, la faccia di quell'uomo levata per un istante al cielo! — si getta sulla donna; e là, allo scambio, i due lottano come forsennati... lei, per salvare la sua creatura... lui, per salvare il treno. Un silenzio angoscioso. E il treno... Una pausa. ... è passato. Lascia cadere la fronte sulla mano. LILLIA quasi con un grido E il bambino? IL COMANDANTE fa un gesto con la mano senza alzare la testa. LILLIA Ah, che orrore! LADY MARY dopo una pausa Che atto magnifico ha compiuto quell'uomo! LILLIA Magnifico?! IL COMANDANTE alza il capo e guarda Lady Mary È una grande parola la tua. Tanto più grande, perchè è una donna, e una madre, che la pronuncia. LADY MARY Ma è una grande azione... IL COMANDANTE alzandosi A tal punto grande, che... non so... se io al suo posto avrei trovato la forza di compierla. LILLIA sdegnata e piangente Ha lasciato uccidere il suo bambino! LADY MARY Ha fatto il suo dovere. Poteva egli forse mandare alla morte tutta quella gente? IL COMANDANTE grave È giusto. LADY MARY con impeto Ma pensa, pensa se in quel treno ci fosse stato Giorgio! IL COMANDANTE Ah!... Ora comprendo il tuo fervore di ammirazione per quel gesto — grandioso, se vuoi, ma terribile. Già; la morale delle donne... è sempre un po' zoppicante. accarezzandole il viso Va, va! ti amo meglio così. Meno spartana, ma più donna. LADY MARY Sento che non vi dev'essere nulla per un uomo, al di sopra del suo dovere. con affettuosa ammirazione Sei tu che da tanti anni me lo insegni! LILLIA Ma non pensi a quella povera donna?... Come deve piangere!... Un silenzio. LADY MARY con un profondo sospiro. Il destino della donna è il pianto. Chinandosi sopra la figura accasciata del Comandante. Se non fosse che Giorgio può tornare da un momento all'altro, andrei da quegli sventurati; cercherei di confortarli... IL COMANDANTE Hai ragione; va. Giorgio non sarà qui così presto. LADY MARY Posso dire a quell'uomo che lo proporrai... non so... per una ricompensa, per una medaglia... IL COMANDANTE amaramente Sì, sì! La medaglia. La vecchia ricetta per i cuori spezzati. LILLIA Vengo con te, mamma. Escono. IL COMANDANTE richiamando sua moglie Mary! Lady Mary ritorna. Che nessuno mi disturbi quando verrà il capitano Loussy. Secondo le notizie che mi porta, decideremo dell'avvenire. LADY MARY Alludi alla partenza mia e di Lillia? IL COMANDANTE con gravità Sì. LADY MARY Harry! È inutile che tu ne parli. Se pensavo a partire, saremmo partite con Giorgio. Io non ti lascerò... a meno che tu mi scacci... IL COMANDANTE Buona Mary! Lady Mary esce. Entra il capitano Loussy. Saluta il Comandante. IL COMANDANTE Ah Loussy, bene arrivato. Gli stringe la mano. Ho saputo che eravate giunto. Ma mi è stato riferito che qualcun altro era con voi. CAPITANO LOUSSY Difatti, Sir Geoffrey Harding — il fratello di Lord Carstairs — ha fatto il viaggio con me. IL COMANDANTE Ah, il diplomatico umorista! Lo conosco. con un sorrisetto amaro È un mio vecchio amico!... E che cosa è venuto a fare qui? CAPITANO LOUSSY Non è che di passaggio; credo che vada in missione alle colonie dell'Est. Qui non fa che una tappa di ventiquattr'ore. Verrà subito. IL COMANDANTE con aria seccata Sta bene. Siede allo scrittoio, ed apre i dispacci che Loussy gli consegna. E dunque? Quali notizie portate dal nostro vecchio paese? Che atmosfera c'è nella capitale? CAPITANO LOUSSY La solita atmosfera. Molto movimento, molte chiacchiere, molto lusso... IL COMANDANTE alzando gli occhi dalle carte Molto — lutto, avete detto? CAPITANO LOUSSY Sì. Molto lutto. — E molto lusso. IL COMANDANTE con profonda amarezza Ah. Un silenzio. E Sua Eccellenza, come vi ha accolto? CAPITANO LOUSSY Bene. Benissimo. Era di buon umore. Mi fu doloroso turbare la sua serenità. IL COMANDANTE La conosco la serenità di Lord Carstairs. Una pausa. Allora gli avete detto — CAPITANO LOUSSY Tutto, gli ho detto. Gli ho spiegato le gravi condizioni in cui ci troviamo qui; l'imminenza, in caso di sorte avversa, dell'assedio della piazzaforte; la necessità di provvedere, sia all'immediato sgombro della popolazione civile, sia all'invio di forti quantità di viveri e di rinforzi — IL COMANDANTE interrompendolo Ecco Sir Geoffrey. Entra Sir Geoffrey, uomo brioso ed elegante sulla cinquantina. Il Comandante gli va incontro. SIR GEOFFREY gli stringe la mano. Oh, caro De Bels. IL COMANDANTE Non avrei mai pensato di vederti qui. SIR GEOFFREY sorridendo E mi ci vedrai poco. Riparto subito. Non sono fatto io, per questi paesi ancora elementari e primitivi. Lo dicevo qui al capitano; io, se m'allontano di dieci chilometri da Piccadilly sono un uomo morto. rivolgendosi gioviale al Comandante Ti ricordi che anche quando eravamo all'università di Oxford... IL COMANDANTE serio Quei giorni sono lontani. Sarà bene che parliamo del presente. SIR GEOFFREY volgendosi ridendo a Loussy Ecco! Ecco l'uomo ferreo, l'uomo arcigno, che aborre le parole superflue, le cose inutili, la conversazione amena... IL COMANDANTE Sì, sì. Questo non è il momento di conversazioni amene. Congedando il capitano Loussy Grazie, Loussy. Vi vedrò stasera. Loussy saluta ed esce. SIR GEOFFREY Ma, buon De Bels, sei insopportabilmente truce. IL COMANDANTE Sono truci gli avvenimenti. SIR GEOFFREY Appunto, appunto per ciò, noi non dobbiamo esserlo. Più abbiamo il tragico intorno a noi, e più il nostro spirito sente bisogno di sollievo e di svago. Al teatro, per esempio... Il Comandante si stringe nelle spalle con gesto seccato. al teatro, io — dacchè il Grande Dramma della Guerra si svolge intorno a noi — non vado più che per vedere le farse!... Se vedo annunciato un dramma ci vado, sì; ma per zittire, per «beccare», per mugolare, e volgere il dramma in farsa, se si può! Ma ti domando un po' se è permesso straziare le nostre anime già straziate... IL COMANDANTE Se sei venuto qui in cerca di farse, torna pur via. fissandolo con occhi lampeggianti, e puntando le due mani sulla tavola Qui non c'è che tristezza, con crescente passione qui abbiamo l'acqua alla gola — SIR GEOFFREY Uh! L'acqua alla gola! È strano come voi altri soldati siete sempre inclini all'esagerazione e al pessimismo. IL COMANDANTE iroso Noialtri soldati siamo anche più vicini alla... alla realtà delle cose. SIR GEOFFREY allegramente Precisamente. E da vicino le cose si vedono male. Per avere una visione esatta, bisogna vedere le cose molto da lontano! ride È vero o no? — Del resto, sta tranquillo; si provvederà. accende una sigaretta E poi, caro amico, perchè prendersela con me? Io sono qui come semplice turista. Faccio un giro, _en amateur_, per le colonie. È a mio fratello, il ministro, che bisogna rivolgersi. IL COMANDANTE Gli ho mandato un rapporto. SIR GEOFFREY Lo so, lo so. Mi ha anche detto che prenderà in seria considerazione le tue vedute. Riguardo però all'idea di far evacuare la città, capirai che non bisogna far le cose con precipitazione. Anche per non allarmare il paese. Guai, mio caro, se si allarma il paese. IL COMANDANTE sdegnato E non si potrebbe, una volta tanto, dire la verità al paese? SIR GEOFFREY Dire la verità al paese? Ah bella! La verità al paese!... Ma voialtri avete una strana mentalità. Non vedete le cose che dal punto di vista prettamente militare. IL COMANDANTE Mi pare che in tempo di guerra, il punto di vista militare... SIR GEOFFREY interrompendo allegro ... è pernicioso! Addirittura pernicioso! ridendo Ah, se si lasciasse fare la guerra... ai militari, poveri noi! IL COMANDANTE alzandosi Tu ami scherzare. andando vicino a Sir Geoffrey Tu non comprendi, non vuoi comprendere, che qui siamo faccia a faccia col disastro — e con la fame. SIR GEOFFREY impressionato La fame? De Bels! IL COMANDANTE incalzante In questi ultimi giorni le condizioni sono peggiorate. Dalla parte del mare, il blocco si rinserra... SIR GEOFFREY vivamente Ma le vie di terra sono aperte! IL COMANDANTE con veemenza Quanto tempo resteranno aperte? SIR GEOFFREY Ma cosa dici? Non abbiamo i nostri vicini d'Oriente che — Il Comandante lo guarda fisso senza rispondere. Ma cosa pensi? Cosa temi? Tradimento da parte... IL COMANDANTE Non diciamo le parole grosse. Perchè tradimento? Basta un momento di fiacchezza, di stanchezza, perchè il nemico ne approfitti per sfondare, e circondarci. SIR GEOFFREY colpito Ma c'è questo pericolo? Lo temi? IL COMANDANTE Sì. Ed è imminente. Sulla soglia appare Lillia, un poco ansante. LILLIA Papà... papà! Passo entrare? IL COMANDANTE No. Ho detto che non voglio essere disturbato. LILLIA Va bene, papà. Allora... te lo dirò dopo... avanzandosi trepida, in punta de' piedi ... che il bambino del cantoniere... si può salvare! Pensa, si può salvare! Sei contento, papà? Gli mette le braccia al collo. IL COMANDANTE carezzandole il viso Sì, cara, sì. SIR GEOFFREY con ammirazione commossa Tua figlia? IL COMANDANTE Sì. Dal fondo entra Giorgio, rapido, con baldanza. GIORGIO Siamo pronti! IL COMANDANTE presentandolo a Sir Geoffrey Ed ecco mio figlio. SIR GEOFFREY Ah?... mille felicitazioni. Giorgio viene avanti e si pone a lato del padre. IL COMANDANTE con affettuoso orgoglio Hai ragione di felicitarmi... È un bravo figliolo, che parte volontario... GIORGIO guardando l'orologio che ha al polso ... tra venti minuti. SIR GEOFFREY Ho capito! Se è così, vi lascio. al Comandante Ti vedrò più tardi. prendendogli con cordialità il braccio Bada che ho preso una determinazione. Parlerò io stesso con mio fratello. Dunque niente turismo, niente giro per le colonie! Quando tu mi avrai dato tutti i ragguagli, tornerò a Londra e m'incaricherò io — Basta. A più tardi. IL COMANDANTE dandogli una forte stretta di mano Grazie. Sir Geoffrey saluta ed esce. GIORGIO guardandosi in giro E la mamma? IL COMANDANTE È andata alla cantoniera. Santa donna, il suo dolore per la tua partenza non le impedisce di pensare anche alle sofferenze altrui. Ora te la mando subito. mettendogli affettuosamente una mano sulla spalla Hai preparato tutto? GIORGIO Tutto. Il Comandante esce. Lillia, frattanto, ch'era uscita a sinistra, rientra celando dietro di sè un gran mazzo di fiori. LILLIA Giorgio! È quasi ora!... GIORGIO Sì, sì; è ora. E tu, alzandole il mento savia, eh? M'hai promesso di mettere giudizio. Cos'hai lì? Cosa nascondi? Lillia alza il mazzo di fiori. Oh Dio! sarebbero per me? LILLIA Sì. GIORGIO Devo fare il viaggio in Inghilterra con quel mazzo di fiori in mano? LILLIA poggiando il viso al braccio di lui Mi sono alzata stamattina alle cinque per coglierli... GIORGIO Male. Era meglio se dormivi. E adesso, cosa fai? Piangi? Prende il mazzo di fiori. Dà qui, dà qui. LILLIA No, no; so che non ti piacciono. So che li getterai via appena sarai nel treno... GIORGIO Niente affatto. Mi presenterò a Londra, al Comando, così... LILLIA interrompendo No! Riprende il mazzo e ne toglie un ramoscello di mughetto. Tieni questo solo. Per ricordo di tua sorella Lillia. GIORGIO commosso Dovunque io vada, lo terrò con me. La bacia in fronte. Lady Mary entra rapida. GIORGIO Ah mamma! Cara mamma!... LADY MARY Giorgio mio! Lo abbraccia. Quanto tempo hai ancora? GIORGIO Cinque minuti. LADY MARY Cinque minuti!... Mi pare che vorrei racchiudere in questi cinque minuti tutto il mio amore per te! tutte le felicità che mi sono sfuggite nei vent'anni beati in cui sei stato mio! Quante ore, quanti giorni ho lasciato passare, quasi senza accorgermi della gioia di averti vicino!... senza dirmi ad ogni istante: «Mio figlio è qui, accanto a me!... Quando voglio, posso vederlo; quando lo chiamo mi risponderà!» GIORGIO Anche da lontano, mamma, quando mi chiami... sappi che ti rispondo. guardando dall'una all'altra delle due figure piangenti. Mamma... Lillia... non piangete. Fa tanto male a chi parte, il pensiero di lasciare la tristezza dietro di sè. Mettendo il braccio intorno ad ognuna di loro Qualcuno ha detto che le lagrime che si versano per il soldato lontano, egli le sente. Nelle lunghe veglie della trincea, le sente cadere sul suo cuore e spegnere tutte le fiamme del suo coraggio. Volgendosi a Lillia Non era una leggenda che il babbo ci narrò? LILLIA commossa Sì. GIORGIO volgendosi alla madre e prendendole la mano La sai, mamma, quella leggenda? C'era una madre che per la partenza del suo figliolo piangeva giorno e notte; nè si poteva consolare. Suo figlio, lontano, sentiva scorrere quel pianto; e perchè non si perdessero le care lagrime materne, egli le raccoglieva tutte nel suo cuore. Ma quando fu l'ora di scagliarsi contro il nemico, quel soldato non potè slanciarsi con gli altri all'assalto e alla vittoria. Sai perchè?... Perchè portava nel suo cuore il peso di tutte quelle lagrime! LADY MARY alzando gli occhi a lui Giorgio! Hai ragione. con sùbita risolutezza Non piangerò. GIORGIO Brava, mamma!... Ah, lascia ch'io ti guardi bene!... Ch'io ti porti via nella memoria, così — coraggiosa e sorridente! Sulla soglia è apparso il Comandante. IL COMANDANTE Andiamo, Giorgio! È ora. LADY MARY a suo figlio Va! con fiero gesto Dio t'accompagni. Giorgio la bacia. Indi si china a baciare anche Lillia. Con un ultimo sguardo alla madre, esce rapido. Le due donne vorrebbero seguirlo, ma il Comandante con un gesto le trattiene. Indi segue suo figlio. Lillia si slancia avanti d'un passo e sventola il fazzoletto. Lady Mary, ritta sulla soglia, alza la mano in un gesto solenne di benedizione. Così rimane immobile, mentre cala lentamente il sipario. FINE DEL PRIMO ATTO ATTO SECONDO La stessa scena, sei mesi più tardi, nella città assediata. Disordine e squallore. Le pareti coperte di carte, di piante topografiche, ecc. Nello sfondo paesaggio invernale, grigiastro e tetro. Il Comandante affondato in una poltrona, come vinto da profondo abbattimento, riposa. ATTO SECONDO LADY MARY entra portando un vassoio; la segue Lillia. Non svegliarlo! LILLIA Povero papà! Come par triste! LADY MARY deponendo il vassoio sul caminetto a sinistra, e abbattendosi col volto nascosto tra le mani Cosa sarà di noi! Ah, se fossimo partite con le Farrell!... Almeno fossi partita tu? Saperti in salvo... LILLIA Zitta, che lo svegli! IL COMANDANTE destandosi Che c'è? LADY MARY Ti abbiamo portato il thè. IL COMANDANTE Non voglio thè. LILLIA quasi piangendo Ma papà... vuoi ammalarti? Non mangi più niente... IL COMANDANTE facendole una carezza Ho tanti pensieri... LILLIA E quando si hanno tanti pensieri bisogna mangiare. LADY MARY Ci rendi assai tristi!... IL COMANDANTE Basta. Lasciatemi solo. LADY MARY Ma un po' di thè — IL COMANDANTE con scatto iroso addita la porta. Le donne si ritirano a capo basso. Mary... Lillia... Esse tornano indietro. IL COMANDANTE le guarda, le abbraccia. Cos'ho fatto! Cosa ho fatto! Non dovevo lasciarvi star qui... Ero un pazzo, ero un delinquente... LADY MARY Ma perchè? Se siamo così felici di condividere le tue sofferenze. LILLIA Non credere che abbiamo paura. Di nulla, di nulla abbiamo paura, poichè siamo con te. Si batte alla porta. IL COMANDANTE Avanti. Entrano il capitano Loussy e il professor Aubrey Russell, seguiti da due soldati, uno dei quali porta un rotolo di carta. IL COMANDANTE Ah! Loussy!... Ebbene? CAPITANO LOUSSY presentando Russell Il professore Aubrey Russell, matematico, che mi ha aiutato a compilare il documento — IL COMANDANTE Quel diagramma è fatto? CAPITANO LOUSSY Sì, signor Comandante. IL COMANDANTE volgendosi a Russell E il risultato? AUBREY RUSSELL È grave. Un silenzio. Desidera vederlo subito? IL COMANDANTE Subito! AUBREY RUSSELL dà ordini ai soldati di attaccare la carta alla parete. Essi l'affissano nel centro, in fondo; a destra della porta vetrata d'ingresso. IL COMANDANTE volgendosi alle donne Allora — LADY MARY supplichevole Lasciaci star qui! IL COMANDANTE esita. Quindi subitamente deciso Ebbene — restate. Tanto, ormai... Fa un gesto di desolazione. Lady Mary e Lillia vanno a sedersi in un angolo della stanza. AUBREY RUSSELL indicando la carta che i soldati hanno attaccato alla parete Ecco, Comandante. A un cenno del capitano Loussy i soldati salutano ed escono. IL COMANDANTE aggrottando le ciglia Spiegatemi un po' — [Illustrazione: LINEA A. Scala minima di razioni necessarie alla Guarnigione e alla Popolazione civile per poter combattere e lavorare. LINEA B. Scala minima di razioni necessarie alla Guarnigione e alla Popolazione per poter sussistere, senza combattere e senza lavorare. LINEA C. Scala minima di razioni necessarie alla sussistenza della sola Guarnigione.] _NOTA_ — Per i dettagli del diagramma i miei ringraziamenti sono dovuti allo scrittore militare inglese «Ole Luk-oie». _N. dell'A._ AUBREY RUSSELL Le cifre riguardo agli approvvigionamenti le ho avute esattissime dall'ispettore dei consumi; quelle della popolazione me le ha date il maresciallo. Queste linee orizzontali... indicando le linee da sinistra a destra sul diagramma sarebbero la scala dei viveri. Queste, verticali, la scala del tempo. Da oggi, vede? indicando l'angolo sinistro in alto del diagramma 4 gennaio. IL COMANDANTE secco Avanti. AUBREY RUSSELL Queste tre linee in diversa pendenza rappresentano la diversa scala di razioni secondo... secondo il numero delle persone da nutrire. IL COMANDANTE Avanti. AUBREY RUSSELL Questo zero alla base di ognuna delle tre linee rappresenta — la fine dei viveri. Un silenzio. Come vede, ho messo qui accanto alle diverse linee una iniziale, secondo ciò che rappresentano: _Linea A_: Scala minima di razioni, indispensabili alla guarnigione — insieme con la popolazione civile — per poter continuare a lavorare e a combattere. _Linea B_: — IL COMANDANTE interrompendolo La linea A fino a che giorno ci porta? AUBREY RUSSELL Seguendo col dito dal basso all'alto la riga verticale su cui termina la _linea A_ La linea A... ci porta... fino al giorno 18 di questo mese. IL COMANDANTE esterrefatto Il 18 di questo mese!... Loussy! avete sentito? CAPITANO LOUSSY cupo Sissignore. AUBREY RUSSELL Questa seconda linea, marcata B — come vede, è in pendenza minore — rappresenta la scala minima di razioni necessarie alla guarnigione — insieme con la popolazione civile — si arresta titubante. Indi prosegue a bassa voce per poter semplicemente sussistere. Breve silenzio. Senza combattere e senza lavorare. Un altro silenzio. IL COMANDANTE E questa linea ci porta... AUBREY RUSSELL Ci porla fino al giorno 30 di questo mese. Lungo silenzio. IL COMANDANTE Fino al 30 di questo mese. AUBREY RUSSELL Qui, tuttavia... si può contare su qualche giorno di più... s'interrompe indeciso. IL COMANDANTE secco Perchè? AUBREY RUSSELL Ma... per una ragione penosa, signor Comandante. abbassando ancora il tono della voce Bisogna prevedere un aumento di decessi... in seguito a debolezza ed esaurimento... IL COMANDANTE trasalendo Ah! AUBREY RUSSELL E questi decessi, diminuendo il nostro numero, prolungherebbero la nostra possibilità di resistenza. IL COMANDANTE Ho capito. Silenzio. E questa terza linea? AUBREY RUSSELL Ah! _Linea C_. Questa, signor Comandante, ha la minima pendenza, e ci porta, come vede, assai più lontano: fino al 22 — o diciamo pure al 24 — del mese prossimo. Questa linea C... con voce tremante rappresenta la scala minima delle razioni necessarie alla sussistenza... Un attimo di pausa. della guarnigione soltanto — Marcando molto le parole esclusa la popolazione civile. Lungo silenzio. È questo, vero? ciò che mi aveva dato ordine di fare? IL COMANDANTE profondamente scosso Sì. AUBREY RUSSELL Sono desolato che i risultati non siano migliori. IL COMANDANTE Grazie, Russell. Grazie. Aubrey Russell guarda, incerto, dal Comandante immerso nei suoi pensieri, al capitano Loussy. Questi gli fa cenno che può andare. Aubrey Russell saluta ed esce. IL COMANDANTE dopo una lunga pausa Vedete, Loussy, è la resa che s'impone — la resa! CAPITANO LOUSSY amaramente Tutte vane, dunque, le nostre sofferenze. IL COMANDANTE Tutte vane. CAPITANO LOUSSY Vano il coraggio eroico dei nostri uomini, vana la loro prontezza al sacrificio. IL COMANDANTE Tutto vano. CAPITANO LOUSSY distogliendo il volto Ah, Comandante... si sforza a dominare la sua profonda emozione se si potesse sperare ancora nell'arrivo di viveri... IL COMANDANTE Chiuse le vie di terra, bloccate le vie del mare. Siamo qui, presi come topi in trappola. CAPITANO LOUSSY Ah, quando sei mesi fa ho portato il rapporto alle autorità... e ci hanno riso in faccia!... Se avessero provveduto subito... IL COMANDANTE Loussy; le recriminazioni non servono che ad amareggiare chi le fa. CAPITANO LOUSSY Perdoni, Comandante. Ha ragione. Una pausa. Ma l'idea della resa, e di tutto ciò che la resa significa... per noi e per i nostri, mi sconvolge il cervello. IL COMANDANTE tornando a guardare la carta appesa al muro. Lentamente Ci atterremo alla linea B. CAPITANO LOUSSY disperato La resa per il giorno 30?! IL COMANDANTE Sì. La resa; per fame. Il giorno 30. Si volge un istante a guardare le due donne che durante l'intera scena sono rimaste immobili e tremanti in fondo alla stanza. Indi cade a sedere col viso tra le mani. LADY MARY si alza, e lenta, trepida, si avvicina a suo marito. Gli prende la mano, ch'egli le abbandona; essa l'alza e la reca alle labbra. CAPITANO LOUSSY alzando la fronte e lanciando uno sguardo a Lillia Comandante, se potessimo resistere un altro mese... o due!... Da una parte o dall'altra i soccorsi ci arriverebbero. il Comandante stende grave la mano e addita il diagramma. CAPITANO LOUSSY in tono rapido e basso E... la linea C?... Quella, ci darebbe... un mese e 18 giorni di più. IL COMANDANTE La linea C!... Mandar via la popolazione civile! con un mesto sorriso Voi volete dunque tornare al medio-evo? all'assedio di Siena? Il capitano Loussy allarga le mani in gesto di rassegnazione all'inevitabile. IL COMANDANTE Cacciar fuori questi inermi — donne, vecchi, fanciulli — e mandarli... al nemico? CAPITANO LOUSSY concitato Sì; perchè questi dia loro un salvacondotto attraverso le sue linee. È stato fatto altre volte; anche recentemente. I Boeri, non hanno forse mandato le loro donne, i loro vecchi alle nostre linee inglesi? IL COMANDANTE fissandolo grave, dopo un istante di silenzio Voi scordate, Loussy, con che razza di nemico abbiamo a fare. Noi non combattiamo contro gli uomini; noi combattiamo contro le iene! Un silenzio. E poi, arrendersi per arrendersi — tanto vale il giorno 30, che ventiquattro giorni più tardi. E risparmiamo questa inutile crudeltà. CAPITANO LOUSSY In ventiquattro giorni possono accadere dei fatti nuovi. IL COMANDANTE fissandolo Loussy, è un terribile dilemma questo... un crudele dilemma... Lady Mary e Lillia sono venute a mettersi al suo fianco ed egli tiene stretta la mano di sua moglie; ora posa l'altra mano sull'omero della figlia. Quando voi pensate, che nella popolazione civile — tra i non-combattenti — sono comprese... la voce gli si spezza ... anche queste due creature... CAPITANO LOUSSY vivamente Ah! Ma lei, Comandante, — lei Governatore della piazzaforte, può fare tutte le eccezioni che vuole. IL COMANDANTE con uno scoppio di voce Ah! _Le eccezioni_?! È questo che voi pensate? Le eccezioni!... A favore delle mie donne! Mandar fuori i pezzenti, eh? gli ammalati, eh? E le donne e i vecchi e i bambini — Ma le mie donne no!... Ah, ma che concetto avete voi del dovere, Loussy? con voce tonante E che concetto credete che ne abbia io? CAPITANO LOUSSY profondamente umiliato Perdoni... perdoni... IL COMANDANTE E non è per questo — indicando le due donne tremanti al suo fianco ch'io esito; io, che vorrei dare in pasto ai miei soldati questo mio vecchio cuore, se potessi tenerli in vita un solo giorno di più!... CAPITANO LOUSSY Lo so!... Lo so!... IL COMANDANTE Ma è perchè voglio, se è possibile, evitare uno strazio inutile. Li vedete voi, questi inermi, cacciati fuori alla mercè del nemico? Li vedete, vagare, soli, sperduti tra le due linee ostili?... feroce E vedete — vedete — come sarebbero accolti dal nostro nemico? Il capitano Loussy si copre gli occhi. IL COMANDANTE prosegue fremente Se bisognerà arrendersi — ah! — allora ci saremo anche noi guardando le due donne anche noi saremo là col nostro cuore — e con le nostre rivoltelle — per difenderle fino all'ultimo. LADY MARY gli si getta tra le braccia piangendo. Lillia e Loussy si guardano fissamente, profondamente negli occhi. Si batte alla porta. IL COMANDANTE Avanti. Entra il tenente Fletcher trafelato, ansante. IL TENENTE FLETCHER guarda le donne. Una comunicazione urgente, signor Comandante. IL COMANDANTE Dite pure. IL TENENTE FLETCHER Abbiamo raccolto un radio-telegramma che annuncia l'arrivo di trasporti con rinforzi e viveri. Vengono per la via di mare. IL COMANDANTE agitato Hanno forzato il blocco! IL TENENTE FLETCHER Signorsì. Sono stati avvistati sulle coste dell'Estlandia. IL COMANDANTE febbrile Quando? IL TENENTE FLETCHER All'alba di ieri. Un silenzio. Lady Mary scoppia in convulse lagrime di gioia e abbraccia Lillia. IL COMANDANTE parlando lentamente All'alba di ieri! Non saranno — dunque — qui — che verso — IL TENENTE FLETCHER Verso il 20 del mese prossimo, signor Comandante. IL COMANDANTE lentamente, accennando di si col capo Verso — il 20 del mese prossimo. LILLIA rapita Papà! Papà!... Gli afferra la mano e gliela bacia. IL COMANDANTE come impietrito Il 20 del mese prossimo — ah! si batte la fronte con gesto forsennato. Al tenente Fletcher Sta bene. Il tenente Fletcher saluta ed esce. Volgendosi alle donne Via! Via subito. LADY MARY Ma — IL COMANDANTE con gesto di congedo Vi richiamerò. Lady Mary e Lillia escono. IL COMANDANTE dopo una pausa Dunque, Loussy! con infinita amarezza Ecco sciolto il dilemma. Il capitano Loussy china il capo. IL COMANDANTE Comprendete il significato di questa notizia? Loussy china di nuovo il capo in segno di assenso. IL COMANDANTE lentamente, scandendo le sillabe _Nessuna resa._ Un silenzio. Va alla parete e appoggia il dito sulla terza linea del diagramma. È la linea C — che s'impone. La linea C! Come avete detto voi!... Fuori la popolazione civile!... fuori le bocche inutili! Fuori! Appoggia il capo al muro e scoppia in una risata convulsa. CAPITANO LOUSSY gli si avvicina trepido Comandante!!... IL COMANDANTE come pazzo guardando la carta Lo zero — ecco lo zero! seguendo la linea col dito La linea C... ci porta fino al giorno 24. I rinforzi arrivano il 20. con un'amara risata Abbiamo un margine di quattro giorni!... Quattro giorni! CAPITANO LOUSSY agitato Ma è inutile dunque! Inutile! Bisogna contare sulla possibilità di ritardi. Il maltempo può ostacolare l'arrivo dei trasporti. Allora la resa s'imporrebbe ugualmente — e questa spietata decisione sarebbe stata vana. IL COMANDANTE tra sè e sè Sì. Anche questo può accadere... CAPITANO LOUSSY rapido e a bassa voce Se osassi... se osassi intercedere per la infelice popolazione civile... se si potesse sospendere questa sentenza orribile... IL COMANDANTE Ma voi vi contraddite, Loussy. Voi che or ora mi esortavate a questo passo, ora tentate dissuadermene? Una pausa. Basta. a se stesso «Fa ciò che devi, avvenga quel che può». stringendo i denti Loussy, radunate il Consiglio di Difesa. Preparate immediatamente gli ordini ch'io firmerò. con voce terribile E badate, Loussy! _Non si fanno eccezioni._ Non si fanno eccezioni. Un silenzio. Tutti — vecchi, donne, bambini, ammalati, chi può reggersi in piedi deve andare. Prendete le disposizioni necessarie. E ricordatevi che la sortita si deve fare prima del tramonto convulso, serrando i pugni perchè il nemico non possa fingere di non riconoscere la bandiera bianca. CAPITANO LOUSSY Ma come? Ma non è possibile? Bisognerà pur dare qualche preavviso. IL COMANDANTE Niente preavviso. Un'ora deve bastare. Quando si ha un margine di quattro soli giorni, non c'è più un tozzo di pane che si possa dare agli inermi, ai non-combattenti... con un ghigno di amarissima ironia agli esseri superflui — _che non sanno uccidere_! CAPITANO LOUSSY Ma per amor di Dio, Comandante, pensi!... IL COMANDANTE con voce terribile Ho pensato. — Radunate il Consiglio di Difesa. Dopo un istante d'esitazione il Capitano Loussy esce. Il Comandante rimane solo. IL COMANDANTE dopo un lungo silenzio E se fosse un delitto? S'io fossi impazzito? Tutta la sua forza autoritaria è caduta. Egli è smarrito, quasi piangente. Tra sè e se. Chi... chi... m'aiuta? Chi mi consiglia? va ai gradini e chiama Mary! LADY MARY accorre IL COMANDANTE Mary. — Pensa bene a ciò che stai per dirmi. Rispondi dal fondo della tua coscienza. Una pausa. Lady Mary tiene fissi gli occhi su lui. Ricordi tu ciò che accadde il giorno della partenza di Giorgio? LADY MARY Il giorno... della partenza?... IL COMANDANTE L'incidente della cantoniera. LADY MARY Sì. Ricordo. IL COMANDANTE Ricordi tu... ciò che hai detto quando quell'uomo volle sacrificare suo figlio alla salvezza del treno? LADY MARY Ho detto... che fece il suo dovere. Perchè ne riparli? IL COMANDANTE Lo diresti ancora? Oggi?... Lo diresti ancora? LADY MARY Che strana domanda! IL COMANDANTE Rispondi. LADY MARY Sì... credo... non so... titubante Certo egli non poteva sacrificare tante esistenze affidate a lui — IL COMANDANTE _Egli... non poteva sacrificare... tante esistenze... affidate a lui..._ prendendole la mano Al suo posto, anch'io — avrei dovuto far così? LADY MARY Che domanda mi fai? IL COMANDANTE forte Rispondi. Un silenzio Se per salvare mille vite... migliaia di vite,... affidate a me... dovessi sacrificare... te?... tua figlia?... Diresti che lo devo fare? LADY MARY dopo un attimo di silenzio Ma... forse... IL COMANDANTE Non forse. Sì? — no? LADY MARY straziata dal dubbio Oh Dio!... subitamente, cacciandosi i capelli dalla fronte Sì. IL COMANDANTE Mary! Eroica creatura, santa e grande anima! Che il cielo ti benedica, ti protegga, ti salvi. Tu mi dai il coraggio che mi mancava. Il dovere, dunque. Lo ha fatto quel cantoniere. Ed io, soldato, lo farò. LADY MARY tremante Spiegami... che cosa vuoi dire? IL COMANDANTE Chiama Lillia. LADY MARY Ma... IL COMANDANTE ritto in mezzo loro. Chiama Lillia. Lady Mary s'avvia titubante verso i gradini, sui quali già appare la figuretta trepida di Lillia. IL COMANDANTE Donne mie! Più care a me della vita, più care a me della speranza, più care a me — sì! è così! — della patria per la quale combatto. Io debbo compiere un terribile dovere. Debbo mandarvi via... LADY MARY con un grido Ah no! Questo no! Assai lontano s'ode lo squillo d'una tromba che chiama all'adunata. IL COMANDANTE Debbo mandarvi via. Tra un'ora partirete di qui. LADY MARY Io non ti lascio, no! non ti lascio. LILLIA Papà! Se devi morire, vogliamo morire con te. Lo squillo è ripetuto, lontanissimo. IL COMANDANTE Voi non capite. Ah, se si trattasse soltanto di morire. Come sarebbe facile!... Ma a un soldato si domanda di più che la vita. Il soldato dev'essere pronto a strapparsi il cuore, e vivere. Ad immolare ciò che ha di più caro, e vivere. Voi, che adoro... voi, vita della mia vita, devo mandarvi fuori... fuori, con gli altri derelitti! Devo mandarvi alle linee nemiche! LADY MARY con un singhiozzo soffocato Ma non è possibile... IL COMANDANTE Sì; abbandonarvi ai nemici; affidarvi alla loro pietà! LADY MARY Tu — tu penseresti di far questo? Ma sarebbe una cosa iniqua, una cosa orribile! IL COMANDANTE austero Sì. È una cosa orribile. Ma è necessaria. È fatale. Comprendi! Se noi ci arrendiamo, il disastro non è nostro soltanto; avrà delle conseguenze gravi, incalcolabili... LADY MARY forsennata Ma a noi, a noi... non pensi? prima che il Comandante possa rispondere E volevi pure arrenderti! L'hai detto... IL COMANDANTE Sì. Quando la resa era inevitabile. Quando non c'era alternativa. Ma se m'arrendessi ora, sapendo che i trasporti arrivano, sarei un vile. Se non tentassi di resistere fino all'ultimo respiro, sarei un vile. Una pausa. Mi vorresti vile, Mary? Mi vorresti disonorato? LADY MARY No... no! hai ragione. Hai mille volte ragione. Tu devi salvare la piazzaforte, i tuoi uomini. Ma perchè... tremante non tenerci qui, noi due... nascoste? Nessuno lo saprebbe... IL COMANDANTE sdegnato Mary! LADY MARY Che differenza può fare quel pezzetto di pane che mangeremo noi?... E poi, non lo mangeremo! no! te lo giuro. Morremo di fame, benedicendoti!... pur che ci lasci morire accanto a te. IL COMANDANTE Mary! perchè straziarmi? Non capisci che darei dieci volte la vita per tenervi qui? Se lo potessi senza essere ingiusto, senza essere abbietto! LADY MARY dopo un attimo di silenzio Va bene. Io me ne andrò. Me ne andrò. Non dirò più niente. Si ode per la terza volta, fievolissimo, lo squillo di tromba. Ma per Lillia, per Lillia t'imploro! cade in ginocchio. In nome del cielo, non mandar via Lillia! Tienila con te. IL COMANDANTE Mary, tu mi spezzi il cuore. LILLIA con fierezza calma Mamma! Il babbo deve fare quello ch'è giusto; senza pensare a noi. Gli prende la mano e la tiene stretta. LADY MARY disperata Ah, taci!... Tu non sai, tu non sai verso quale sorte tuo padre ti spinge. Tu non sai fino a qual punto è nefando e spaventoso ciò ch'egli pensa di fare. IL COMANDANTE Mary!... LADY MARY Vedi?... egli non è più un marito, non è più un padre. con veemenza folle In lui il soldato — ha ucciso l'uomo! Il capitano Loussy batte alla porta ed entra. CAPITANO LOUSSY Il Consiglio è radunato. IL COMANDANTE Verrò subito. Si volge verso la porta a sinistra come per andare a prendere cappotto e berretto. Gli ordini da firmare? CAPITANO LOUSSY Sono pronti. IL COMANDANTE La popolazione civile è avvisata? CAPITANO LOUSSY Quattro squadre sono in giro per la città. con voce commossa La popolazione si raduna già nella piazza. IL COMANDANTE Fa per entrare a sinistra. Si volge sulla soglia e guarda Lillia. Essa gli si precipita tra le braccia. Lady Mary si è abbattuta singhiozzante. IL COMANDANTE allontana da sè Lillia ed esce a sinistra. LADY MARY rizzandosi con un grido No, no! tu non andrai! Io non ti lascierò andare. Lo segue. CAPITANO LOUSSY rapidissimo a Lillia Lillia! Vi salverò. Salverò voi e vostra madre. LILLIA incredula Come potrete...? CAPITANO LOUSSY Vi seguirò. Quando sarà buio vi ricondurrò indietro. E vi terrò nascoste qui, nella città — LILLIA dopo un istante d'esitazione Ma sarebbe... ingannare mio padre. CAPITANO LOUSSY Vostro padre mi benedirà di averlo ingannato. LILLIA fissandolo, grave Ne siete certo? CAPITANO LOUSSY con disperazione Ah, non lo so! non lo so! La sua onestà rasenta la pazzia! LILLIA guardandolo negli occhi, e tendendogli lentamente la mano Così... deve essere onesto — un soldato. CAPITANO LOUSSY Lillia, piccola creatura sublime, come posso lasciarvi andare così, innocente e intrepida, alla morte? con passione disperata Mio Dio, mio Dio, che cosa debbo fare? LILLIA con solennità _Obbedire!_ LADY MARY chiamando dal di fuori con voce angosciata Lillia! Lillia! IL COMANDANTE rientra, pronto ad uscire. Lillia. Va da tua madre. Lillia esce a sinistra. IL COMANDANTE a Loussy, con voce spezzata Siate per un'ora mio figlio. — Restate qui con loro. Le confido a voi. Il Capitano Loussy, commosso, gli afferra la mano. Indi esce a sinistra, dove sono uscite le due donne. Il Comandante, solo, si avvia verso la porta vetrata. L'apre. D'improvviso indietreggia, e resta immobile. Fuori, come ombre nel crepuscolo della grigia giornata invernale, sfilano lentamente donne, bambini e vecchi, in silenzioso, tragico corteo. Il Comandante, impietrito, li guarda. FINE DEL SECONDO ATTO ATTO TERZO Una sala nella villa del Comandante De Bels nella Contea di Kent, in Inghilterra. Da lontano si ode il suono festoso di una banda villereccia. Anna appare sul terrazzo: figuretta primaverile; veste chiara, cappello di paglia in testa. ATTO TERZO ANNA entra cantarellando, con un fascio di lillà tra le braccia. Via, via, le rose! — In castigo. Nient'altro che dei lillà! chiamando Edith! alla domestica anziana che si affaccia Porta via queste rose. Non ci vogliono tanti profumi diversi nella stanza. A Giorgio non piace che l'odore di un fiore solo. EDITH Ma che idea, signorina Anna?... ANNA ammucchiando le rose Portale via! e torna ad aiutarmi. Vogliamo fare la casa tutta bella per Giorgio. EDITH amaramente Ah signorina, per quanto bella la si faccia, lui non la vedrà. Volge le spalle per andarsene. ANNA fermandola Cosa dici, cosa dici, brontolona? La vedrà sì! Se non la vede proprio co' suoi occhi, la vedrà col suo cuore. EDITH triste Ma i fiori... per lui... signorina! ANNA Sì! sì! i fiori! Nei fiori sentirà il profumo della primavera e del bene che gli vogliamo. Va! E torna presto! Edith esce portando via le rose. Indi rientra. Aiuta Anna ad accomodare i fiori nei vasi. ANNA Il Comandante non è tornato? EDITH No. È ancora in paese. ANNA E tu, perchè non sei andata a vedere la festa che gli fanno? EDITH Non mi piacciono le feste. ANNA Il villaggio è tutto imbandierato in suo onore. E sentissi la musica, i discorsi!... Sono tutti felici di festeggiare il loro eroe. EDITH A lui cosa servono i discorsi, e gli onori, e le feste? Nessuno gli può rendere quello che ha perduto. ANNA stizzosa Non dir sempre queste cose. Sei terribile. Sembri la vecchia cornacchia di Edgardo Poe. Sai cosa diceva quella cornacchia? Le stesse cose che dici tu. Era nera e noiosa come te. si volge impetuosa e le dà un bacio. Sai, Edith, bisogna ricordarsi che il grande sacrificio del Comandante era necessario; che con la sua resistenza egli non solo ha salvato la sua piazzaforte, ma ha anche mutato in nostro favore tutto il corso degli eventi. È stata un'azione magnifica la sua, che la patria non scorderà. EDITH Già. Ma la sua casa è vuota. Sua moglie... sua figlia... non si sa dove siano. E oggi l'unico suo figliolo torcendo le mani congiunte in quale stato gli ritorna a casa! ANNA Taci, taci! lascia ricadere i fiori che aveva in mani. Quando penso che Giorgio torna a casa, un po' sono così felice da non sapere cosa faccio, e un po' sono così disperata che vorrei fuggir via e piangere!... Almeno ci fosse mia madre, per riceverlo! siede. Ma no. Proprio oggi la mamma deve andare a Dover!... E tornerà chissà quando! sospira. Ed ora Giorgio arriverà qui... domanderà di sua madre... di sua sorella... e non sapremo che cosa dirgli. EDITH Ma signorina, crede lei che il signor Giorgio non sospetti già qualcosa? Si sarà pure meravigliato che nè l'una nè l'altra siano mai andate all'ospedale a trovarlo. ANNA cupa Gli abbiamo detto che sua madre era sofferente... che Lillia era ancora lontana, in casa di parenti. Poi i dottori gli hanno vietato di parlare, di far domande... ed egli non ha più chiesto nulla. Un silenzio. Ma chi sa che cosa pensa... che cosa sospetta!... EDITH Ecco il Comandante. si ritrae. Entra il Comandante. ANNA movendogli incontro Ah, caro zio Harry! Hai potuto sottrarti agli entusiasmi, agli applausi? IL COMANDANTE Ah sì! gli entusiasmi, gli applausi!... Quale angoscia! siede Sono stato a casa tua, Anna, a cercare di tua madre. Speravo ch'essa sarebbe stata qui per l'arrivo di mio figlio. ANNA Purtroppo la mamma ha dovuto partire. Ma dimmi, a che ora lo vai a prendere? IL COMANDANTE Subito. Tra pochi minuti. ANNA turbata, trepidante Mio Dio! E che cosa gli dirai? IL COMANDANTE lento e cupo La verità. La verità, che già prima d'ora avrei dovuto dire. ANNA Non potevi. Il dottore te lo ha sempre vietato! IL COMANDANTE È vero; me l'ha vietato il dottore. Ma più di lui me l'ha vietato... la mia viltà! Sì; per la prima volta in vita mia — posso dirlo, Anna, ch'è la prima volta! — io sono stato vile; vile davanti a quel tragico viso, vile davanti a quegli occhi spenti. Ma ora, quand'egli entra in questa casa, quando mi chiederà: «Dov'è mia madre?» quando mi chiederà: «Dov'è mia sorella?» Gli risponderò — la verità. La verità! Non so dove siano. Preda del nemico forse! della morte. ANNA incorandolo affettuosa Ma non credi che si possa più sperare?... IL COMANDANTE Sperare? ANNA Che la zia Mary e Lillia abbiano potuto salvarsi; che si possa ancora averne notizie? IL COMANDANTE No. Da troppi mesi ormai dura il silenzio. Perdute! Sono perdute entrambe! Questo dovrò dire a mio figlio quando ritornerà, cieco, al suo focolare. ANNA con slancio Mi lascierai stare con te? con te e con lui... in quel momento? Lo condurrai qui, prima di parlargli? IL COMANDANTE commosso Anna!... Tu ami il mio figliolo. ANNA con semplicità L'ho sempre amato. IL COMANDANTE Ma... _ora!_... ANNA Ah, ora — mille volte di più! IL COMANDANTE la bacia in fronte. Nel naufragio della nostra vita, tu sola rimani, piccola Anna fedele! Resta dunque qui. Aspetta il nostro ritorno. Esce e si allontana a destra. Entra Edith frettolosa. EDITH C'è il custode del parco che vorrebbe parlare con lei. ANNA Con me? E che cosa vuole? EDITH Non so. Non ha voluto entrare mentre c'era il signor Comandante. Il Custode, un vecchio, entra, affannato, dalla sinistra. ANNA Ebbene? Cosa c'è? IL CUSTODE Signorina, ho una notizia... Sarei venuto a dirlo già iersera... assai imbarazzato ma è stata lei... proprio lei, a non volere... ANNA Lei? chi?... Ma cosa dite? Di chi parlate? IL CUSTODE Si figuri che iersera, avevo appena chiuso il cancello, quando sento qualcuno chiamare il mio nome. Torno indietro, e lì, dietro il cancello, la vedo, che pare uno spettro... ANNA Ma chi era? chi? EDITH dietro a loro si è affacciata alla porta d'uscita; con un grido Signorina! C'è la signora!! La nostra signora!... ANNA convulsa Ma cosa dici!... dove? dove? segue Edith che si è slanciata fuori a sinistra. Il Custode esce dietro a loro. Anna ed Edith ricompaiono tosto sorreggendo la figura vacillante di Lady Mary. Questa è pallida e spettrale; porta una logora veste nera e uno scialle nero. Zia Mary!... zia Mary!... Ma è possibile?! EDITH conducendola verso il divano Non credevamo vederla mai più. Quanto abbiamo pianto per lei! LADY MARY fievole, accasciandosi Buona Edith!... volgendosi con un pallido sorriso ad Anna. Anna!... ANNA agitata Corro a richiamare lo zio Harry... LADY MARY con voce spenta; trattenendola No. ANNA Ma lasciami dargli subito questa gioia — LADY MARY No. ANNA baciandole le mani Oh, zia Mary; sei tu — sei tu! Non osavamo più sperare... con impeto E Lillia? LADY MARY tragica _Non chiedere di Lillia._ ANNA quasi senza voce Non tornerà?! LADY MARY Non chiedere di Lillia! con cupo dolore O allora... chiedine a colui che ci ha cacciate fuori. Cade in avanti col volto tra le mani. Anna le s'inginocchia accanto, confortandola. EDITH lancia ad Anna uno sguardo di pietà Indi si rivolge, trepida, a Lady Mary. Signora cara, vorrà riposare... vorrà prendere qualche cosa... Lady Mary scuote il capo. Almeno un cordiale... LADY MARY No, Edith. Non ho bisogno di nulla. ANNA sottovoce a Edith (Corri incontro al Comandante!... Avvertilo!) Edith esce rapida. A Lady Mary Ma è vero che sei arrivata iersera? E perchè, perchè non sei venuta subito qui, a casa tua? LADY MARY Questa non è più casa mia. Questa è la casa — di lui! di lui che tutti festeggiano, per l'atto più inumano, più spietato... ANNA scattando Ah, zia Mary! Non dir questo! Il suo immenso sacrificio, non lo comprendi? LADY MARY Non parlarmi di lui, nè di quell'atto iniquo,.. ansante parlami di Giorgio! Per lui soltanto ho varcato questa soglia. Per lui soltanto ho vissuto fino ad oggi. In quei terribili giorni d'angoscia, fra le torture, la crudeltà, lo scherno, fu il pensiero di lui, di lui soltanto che mi ha tenuta in vita. ANNA Sai che Giorgio... mio Dio... non osa proseguire LADY MARY Ebbene? ANNA tremando Tra poco verrà qui... non osando rivelare la sventura del figlio e cercando di distoglierla da quel pensiero ma dimmi, dimmi di te! Hai dunque sofferto molto... dici che furono crudeli con te? LADY MARY rabbrividendo Crudeli!... ah, quell'epoca mi pare tutto un sogno d'orrore. Mille volte ho ringraziato Iddio che Lillia — la mia piccola Lillia — non era più con me. Il cielo — pietoso! — non ha voluto che giungesse viva alle linee nemiche. tornando al suo pensiero Ma parlami di Giorgio... ANNA interrompendola E come hai potuto salvarti? LADY MARY Un'infermiera ha avuto pietà di me; m'ha aiutata a fuggire, a raggiungere la frontiera. Ma quante sofferenze ancora, prima di tornare in patria! amaramente E qui, qui trovo il paese in festa... stendendo il braccio verso la porta per lui! Lui ha mandato al nemico le sue donne — e lo festeggiano! Lui ha mandato alla morte sua figlia — e lo applaudono! con uno scatto convulso Parlami di mio figlio! ANNA Giorgio tra poco verrà qui... si arresta trepidante. LADY MARY Lo so. E so che è stato ferito. ANNA Ah! tu sai...! LADY MARY Sì. Me l'ha detto la moglie del custode. Povera donna, piangeva tanto. Aveva paura di darmi questo nuovo dolore... ANNA Ma che cosa ti ha detto? LADY MARY Che Giorgio era ferito, lievemente, a un occhio. È così? Anna china il capo. ... ma che oggi lasciava l'ospedale. rasserenandosi un poco Vuol dire che è guarito, vero? poichè lo lasciano tornare a casa... chinandosi verso Anna Anna, cos'hai? Perchè tremi così? Anna si copre il viso con le mani. Dimmi cos'hai! Pensi alle nostre tristezze? ANNA alzando il viso angosciato Sì. LADY MARY Pensi... a Giorgio? Quella donna m'ha detto che andavi tutti i giorni a trovarlo all'ospedale. con soavità È vero? alzandole il viso per guardarla meglio negli occhi Pensi... molto... a Giorgio, tu? ANNA cadendole ai piedi e celandole il volto in grembo Sì. LADY MARY accarezzandole i capelli Oh!... piccola Anna!... buona Anna! Come passa il tempo. Ieri eri bambina, oggi... sei innamorata. E dimmi — lui?... ANNA scoppiando in lagrime Non so! LADY MARY Perchè piangi? Un silenzio. «Il destino della donna è il pianto...» Chi diceva così?... Forse ero io. Lo dicevo tanto tempo fa, quando per me non era vero; lo dicevo senza crederlo... cioè, lo credevo — ma per le altre donne, non per me. sorridendo amaramente È facile, quando si è felici, enunciare di quelle sentenze. tornando con uno sforzo al presente Dunque Anna, dimmi: quanti anni hai? ANNA Diciannove. LADY MARY È vero. L'età di Lillia. Anche Lillia, oggi, se fosse qui, comincerebbe a sognare l'amore... Un silenzio. L'amore. Ed io — io non sogno che l'odio. Non ho più di vivo in me che la forza di odiare. ANNA Ah, non dir questo. LADY MARY Anna, sai tu qual'è il più grande dolore per un cuore umano? Quello di dover odiare ciò che si è amato. ANNA Ah, zia Mary! Un giorno perdonerai... LADY MARY Mai! Non parlare di perdono. ANNA Ma quando... egli arriva, ora, con Giorgio... LADY MARY Quando avrò abbracciato mio figlio — ripartirò. ANNA Ripartire! Ah, no! Tu non puoi lasciare Giorgio. LADY MARY Giorgio non ha bisogno di me. Resterà con suo padre. ANNA avvicinandosi a lei con intensità tragica Tu — non puoi — lasciare Giorgio! LADY MARY Giorgio dovrà scegliere tra me e suo padre. Io qui non resto, se vi resta quell'uomo. ANNA sempre più intensa e veemente Nè tu, nè lui, potete lasciare Giorgio. LADY MARY prendendola per la spalla Ma come parli? Sembri forsennata — Anna, smarrita, ha rivolto gli occhi alla porta. Sulla soglia è apparso il Comandante. IL COMANDANTE Mary!... Lady Mary lo fissa con occhi di gelo. Sulla soglia è apparsa anche Edith, che fa cenno ad Anna. Anna esce rapida dalla veranda. IL COMANDANTE Non mi saluti?... Non mi parli? LADY MARY Lo fissa in volto, gelida e statuaria. A mio figlio parlerò. IL COMANDANTE E a me... a me... non hai nulla da dire? LADY MARY Nulla. Un silenzio. IL COMANDANTE Mary; comprendo ciò che hai nell'anima; so quanto devi aver sofferto. Ma, se posso ancora rivolgerti una preghiera, ascolta! Quando parlerai ora con tuo figlio, scorda il rancore che hai contro di me; pensa a lui... con dolore a lui solo; a lui che ha sofferto e soffre più che tu non... LADY MARY interrompendolo febbrile Giorgio — è qui? IL COMANDANTE Sì. LADY MARY tremante Voglio vederlo, io sola. Voglio parlargli io sola. IL COMANDANTE profondamente scosso Credimi; è meglio ch'io sia con te. LADY MARY fiera Sola voglio essere con mio figlio. Sola! IL COMANDANTE Sia. — Ma prima che tu lo veda... LADY MARY Lasciami... IL COMANDANTE cercando di trattenerla Mary, abbi pietà di te stessa... e di lui. LADY MARY con un breve riso beffardo Sei tu, tu, che parli di pietà? scorgendo Giorgio Ah, Giorgio! Giorgio è apparso sulla soglia, Anna gli sta a fianco. Egli è pallido e titubante. Porta gli occhiali neri. GIORGIO Mamma! Apre le braccia e la madre gli si abbandona sul petto. Anna, dopo uno sguardo al Comandante, si avvicina a loro, e sorreggendo Lady Mary, la trae dolcemente avanti. IL COMANDANTE vicino a Giorgio, gli parla rapido a bassa voce. Giorgio! Essa non sa la tua sventura. GIORGIO stupito Non sa...! IL COMANDANTE Comprenderai... più tardi... perchè non è stato possibile dirglielo. GIORGIO con serenità Io — glielo dirò. Lasciami con lei. Il Comandante lo conduce avanti vicino alla madre. Indi il Comandante ed Anna escono. LADY MARY Giorgio! Figlio mio! figlio mio! abbracciandolo Dimmi, dimmi... lo trae innanzi come stai, diletto mio? Quell'occhio — l'occhio ferito — come sta? Ti fa male ancora? GIORGIO No. Non mi fa più male. — Mamma!... le siede accanto. Mamma, sei qui!... Che gioia ritrovarti! Se tu sapessi le strane paure che ho avuto. Non so... papà e Anna sono stati così misteriosi, così muti! Ogni volta che chiedevo di te e di Lillia, non rispondevano, o rispondevano sconnessi... Non sapevo più cosa pensare. con affettuoso rimprovero Tanto più che non siete mai venute a trovarmi. Quattro mesi all'ospedale e non una visita nè da mia madre ne da mia sorella! LADY MARY con un singhiozzo Giorgio! GIORGIO Sei stata ammalata, lo so! affettuoso e gaio Ora penserò io a farti guarire. Ma Lillia — almeno Lillia poteva venire... LADY MARY con voce tremante Giorgio!... Che cosa sai? Che cosa sai di ciò che è accaduto? Che cosa sai — di noi? GIORGIO Nulla. — Mamma cara... io sono... al buio di tutto. le prende la mano e parla con grande lentezza _Sono — completamente — al buio._ LADY MARY trasalendo Come?! ansando Come dici... come dici quella frase! Giorgio!!! con un urlo Ah! Giorgio... senza voce Ho paura! GIORGIO calmo Non aver paura. Io — non ne ho. LADY MARY con gesti piccoli, smaniosi, recando la mano alla bocca, poi togliendola; chiudendo e riaprendo i pugni M'hanno detto... che eri ferito... leggermente all'occhio... ansante; con crescente terrore m'hanno detto — che guarivi — GIORGIO Difatti. Lo vedi; sono guarito. LADY MARY fissandolo Giorgio! di'... che sono pazza! di'... che non è vero!... che non è vero! Giorgio resta immobile, statuario. Giorgio!!... _guarda la tua mamma!_ Di' che la vedi! Di' che la vedi! Ah, Dio, Dio, Dio!... si abbatte per terra. GIORGIO chinandosi a sollevarla Alzati, mamma. Non piangere. Vedi, se tu avessi potuto venire a trovarmi, ti saresti abituata all'idea... a poco a poco... come mi sono abituato io... LADY MARY Ma io non lo credo... ma tu fai per farmi impazzire! Sarà un'altra iniquità si mette le mani nei capelli di quel mostro, di quell'assassino... GIORGIO scattando Ma cosa dici? Ma di chi parli? LADY MARY Lui, lui t'avrà detto di fingere questo... per dilaniarmi ancora, per straziarmi ancora... GIORGIO Ma sei pazza? Ma — mamma! Povera mamma!... Tu sragioni... LADY MARY Ah, Giorgio, Giorgio!... i tuoi occhi adorati! con voce quasi spenta Voglio vedere i tuoi occhi!... GIORGIO pietoso No... no... lascia stare... LADY MARY fuori di sè Voglio vedere i tuoi occhi!... GIORGIO dopo un istante d'esitazione si toglie gli occhiali ed alza il viso. Un silenzio. Ebbene?... Mamma! Perchè non parli? Sono... con uno sforzo dominando il suo strazio sono così terribili a vedersi? LADY MARY scoppiando in pianto Ah, figlio mio! figlio mio! piange stringendosi al petto il capo del figliolo. Poi ritta, alzando il braccio in un gesto immensamente tragico e solenne Ah Iddio! Iddio! Voi ci siete! Voi udite la voce delle madri! Maledite — maledite i rèi che scatenano le guerre! maledite chi spezza i nostri cuori!... Maledite, maledite chi è colpa che questi occhi siano spenti!... Un silenzio. GIORGIO Càlmati, mamma. Senti... senti... siedi vicina a me. Tu non devi disperarti così. Vedi pure che io non mi dispero. Non è così spaventoso come credi, questo mio stato. Dopo le prime ore, dopo i primi giorni — abbassando la voce dopo... le prime notti... di disperazione... ci si rassegna, vedi; ci si abitua. Non si tenta più pazzamente, disperatamente di _aprire gli occhi!_... Non si sente più che si darebbe dieci anni di vita per un attimo di luce! non si lotta più per cacciar via, per strappare le tenebre — le mostruose tenebre! — che ci avviluppano la testa come un groviglio di veli neri... No! no! con voce più calma Tutto cambia. La vita diventa un'altra cosa. Si vive... come in un altro mondo, un mondo oscuro, fresco, profondo... Come dirti?... si vive come sotto un'acqua nera, calma, profonda... con dolcezza Mamma, chiudi gli occhi! chiudili!... Voglio che tu ti calmi. Voglio che tu comprenda — Un silenzio. Li hai chiusi? LADY MARY con voce di pianto No. GIORGIO Obbedisci. Fàllo per farmi piacere! Stende la mano e copre gli occhi di sua madre. Ecco! solenne e lento Scendi nel buio con me. Il teatro si oscura completamente e tutta la scena seguente ha luogo nel buio. Vedi, come tutto si acquieta? Come tutto è profondo, e grave, e riposante? T'accorgi come si ascolta meglio ogni suono?... Io odo battere il tuo cuore!... Una pausa. E come si sente meglio il silenzio!... A noi che vaghiamo in questo mondo buio, non giungono, mamma, che voci basse e dolci. Le ire, le collere, le grida d'odio e di rancore... nulla di questo arriva a noi. Lassù dove siete voi, alla superficie della vita, vi sono le febbri, le grida, le voci stridenti; e la fretta, e le fatiche e l'ansia... Qui, nulla. Intorno a noi le ire si placano, i rancori dileguano, gli sdegni si spengono... Ecco, io sento la tua mano che mi tocca la faccia, con gesto così dolce... come s'io fossi ancora bambino. — Li hai chiusi ancora gli occhi? LADY MARY Sì. GIORGIO Qui, poi, non si vedono invecchiare quelli che si amano. Tu, mamma, per me resterai sempre come ti ho veduta il giorno della partenza. Eri bella. Piangevano i tuoi occhi, e la tua bocca sorrideva per farmi coraggio. Ed avevi alzata la mano per benedirmi. Così ti vedrò sempre, finchè vivo — bella, giovane, in quel gesto di benedizione. LADY MARY Giorgio, diletto mio!... GIORGIO Vedi! Vedi come sei calma adesso? Nella luce non saresti così calma. E invece adesso hai, come me, un senso di grande pace nell'anima. Non è vero? Ricordati, ricordati quando sei agitata e inquieta, quando mille pensieri ti assillano, quando hai l'anima torturata — vieni accanto al figlio tuo, e chiudi gli occhi... Così. Un silenzio. Riapri gli occhi, mamma. La luce risfolgora, nell'attimo stesso in cui Lady Mary si toglie la mano dagli occhi. Essa ha appoggiato il capo all'omero di Giorgio. Il suo volto è triste ma calmo. Sulla soglia, in fondo, appare il Comandante, e si ferma. GIORGIO C'è qualcuno. LADY MARY Non c'è nessuno, amor mio. GIORGIO Sì, sì. C'è qualcuno. Qualcuno è qui, dietro a noi — LADY MARY si volge, scorge il Comandante e balza in piedi, indietreggiando. GIORGIO ridendo E ti dirò anche chi è! — È papà. va verso la porta e tende la mano a toccare suo padre. Vieni, vieni, papà! gli prende il braccio e lo trae innanzi. La mamma è stata così forte, così buona, così coraggiosa! Vedi, neppure piange più! È vero che non piange? Io sento... si volge dall'una all'altra delle due figure tragiche. sento che vi guardate quasi con un sorriso... Un sorriso tremulo forse, un sorriso ancora vicino ai pianto... ma tanto dolce!... Va, papà; confortala! Il Comandante muove di qualche passo più vicino a Lady Mary. Indi i due stanno immobili. Lady Mary ha il volto d'una Erinni — dura, terribile, come tagliata nella roccia. Mamma, se tu sapessi che infermiere è stato per me quest'uomo! Un angelo — ma un angelo terribile, sai! Un angelo con la spada fiammeggiante, per impedirmi questo, per vietarmi quello. «Silenzio!» mi diceva sempre. «Il dottore non vuole che si parli! Silenzio! non farmi delle domande. Il dottore mi vieta di rispondere!... Non parlare con nessuno!... Non pensare a nulla fuorchè a guarire!...» IL COMANDANTE con uno sforzo per parere gaio E difatti, sei guarito presto. GIORGIO Sì: sto benissimo. E sono beato d'essere qui, lontano dall'ospedale. Ah... rivolto al giardino com'è dolce la primavera!... come si sente l'aprile! Adesso andremo in giardino. alla madre che sta per prendergli il braccio Ah no! Non così. Voi due, a braccetto, davanti a me. Vi farò vedere come mi guida la memoria!... e il suono dei vostri passi. volgendosi subitaneo a Lady Mary Ma prima, mamma, chiama Lillia. Voglio ved... — correggendosi — voglio abbracciarla. IL COMANDANTE tremante Giorgio... GIORGIO Dunque — Lillia! Un silenzio. Dov'è? Cosa fa? Perchè non è qui? il Comandante si accascia col volto tra le mani. Mamma, rispondi! colpito dall'inspiegabile silenzio Avete forse paura che s'impressioni troppo? Via... io conosco Lillia... È coraggiosa più di noi. Ancora silenzio. Perchè non parlate? subitamente inquieto, in tono secco Lillia, dov'è? LADY MARY con un gesto di forsennata tende il braccio verso il Comandante, imponendogli di parlare. Questi, seduto accanto al tavolo, cade in avanti, celando il volto sul braccio. GIORGIO incalzante Mi rispondete? LADY MARY con voce spenta Tuo padre — ti dirà — GIORGIO Papà!... Rispondi! Altro silenzio. E in questo silenzio l'implacato rancore rinasce e fiammeggia nel cuore di Lady Mary. LADY MARY Quando il silenzio diventa insopportabile parla con voce aspra e rauca Egli non ti risponde, perchè... non lo sa! GIORGIO indietreggiando di un passo e stringendo con mano convulsa la spalliera d'una seggiola _Non — lo — sa!?_ LADY MARY No! Non lo sa! Lillia è sparita... Lillia è perduta.., Lillia si è dileguata nella notte... GIORGIO dopo un istante, con voce che vuol essere calma Padre mio!... è vero? Ogni tanto la mamma delira... Tu devi dirmi... ansando mia sorella dov'è? LADY MARY Sì! deve dirtelo! Lui!... lui deve dirtelo! Ah, tu sei chiuso da quattro mesi all'ospedale, tu, nel buio, non sai niente — ebbene, adesso saprai... saprai che cos'è tuo padre! vicina a Giorgio, afferrandogli il braccio Giorgio, Giorgio, quello non è un padre, quello non è un uomo! Quello è una tigre, quello è una belva — peggio! peggio d'una belva, perchè le belve i loro piccoli li nutrono... li difendono... e quest'uomo non ha voluto nutrire, non ha voluto difendere la sua creatura! No! L'ha cacciata fuori, fuori nella notte — ci ha cacciate fuori entrambe, lei e me — per quel tozzo di pane che potevamo mangiare... per poterlo dare invece ai suoi soldati! GIORGIO Ma, cosa dici... cosa dici? LADY MARY Poteva trattenerci... nasconderci nella casa... nessuno l'avrebbe saputo! No! Fuori nella notte ci ha cacciate, come cani, famelici e randagi... Fuori nella neve, ci ha cacciate davanti ai suoi soldati, con gli altri derelitti, con gli altri affamati. Abbiamo vagato tutta la notte, urlando, piangendo, incespicando nel buio su quella pianura desolata... GIORGIO Papà — che cosa dice questa sventurata? indietreggia, avvicinandosi un poco più a suo padre Perchè non la fai tacere? LADY MARY parla come in un delirio. Lillia era vicina a me, aggrappata a me... ogni due o tre passi incespicava e cadeva. E intorno a noi erano gli altri... i vecchi... i bambini... le donne con le loro creature in braccio... E tutti ululavano nel buio, come povere bestie ferite. E ogni tanto il riflettore del nemico passava su noi... si fermava su noi acciecandoci! A un tratto Lillia — è caduta; caduta nella neve. Volevo fermarmi! Ma gli altri mi spingevano, mi cacciavano avanti, gridando e gemendo... Io mi battevo con loro; e graffiando, mordendo, strillando mi son fatta largo... sono tornata indietro, gridando «Lillia... Lillia!...» Un gemito mi risponde... due mani si aggrappano a me. Mi chino... l'afferro, la trascino avanti! E comincia a nevicare; il vento gelido ci turbina intorno... E dalle linee nemiche cominciano a tirare su noi! Allora me la carico sulle spalle, e sento che per lo sforzo le vene mi scoppiano, il cuore mi si spacca... Ma avanti! La trascino avanti!... con la gioia d'averla salvata, col delirio di sentirla viva, viva!... e accanto a me... A un tratto un fascio di luce ci investe. Tutti i riflettori si concentrano su noi. Affranta, m'abbatto sulla neve... E quella ch'io porto, cade... svenuta, ai miei piedi. con un urlo disperato _Non era Lillia!!_ Lungo silenzio. Poi, con altra voce Lillia è rimasta... là... nella pianura... La neve l'avrà ricoperta... e nascosta! GIORGIO smarrito stendendo la mano a cercare suo padre Padre mio!... LADY MARY Questo, lui ha fatto... per non darci da mangiare... Questo, lui ha fatto... con una risata d'ironia selvaggia. per salvare la guarnigione — GIORGIO drizzandosi attento Ah? LADY MARY Per non arrendersi — GIORGIO teso in avanti, comprendendo Ah?! LADY MARY Perchè dovevano arrivare i trasporti — GIORGIO senza respiro Sì... LADY MARY Allora.... con feroce scherno per quelle _parole_, quelle vane, inique parole che dite voialtri uomini — gridando con frenesia per «l'onore...» per «la patria...» GIORGIO con uno scoppio di voce Ah!! LADY MARY proseguendo forsennata Per quelle parole che hanno fatto di lui non più un uomo, ma un nefando, uno spietato strumento di guerra... IL COMANDANTE rizzandosi, fremente e piangente Il mio dovere ho fatto — il mio dovere! LADY MARY Il tuo dovere? rivolgendosi al figlio Ah Giorgio! Tu, tu che con quei chiusi occhi vedi forse più chiaro di noi — dillo! dillo se il primo dovere di un uomo non è verso le sue creature? Verso le sue donne... verso i suoi figli, sangue del suo sangue! Dillo!... dillo!... Non è quello il primo dovere di un uomo? GIORGIO con forte voce _No!_ LADY MARY colpita Ah... GIORGIO Ieri forse era così. Domani forse sarà così ancora. Oggi — no. con impeto sublime Oggi, il primo dovere di un soldato — si arresta, soffocato dalla commozione, quasi fosse troppo sacra la parola che sta per pronunciare. Indi, afferrando il braccio di sua madre Mamma!... — Inginocchiati! Vinta, Lady Mary cade piangendo ai piedi del Comandante. FINE DEL DRAMMA Finito di stampare il 30 aprile 1926 negli Stab. Tip. Lit. Edit. A. MONDADORI VERONA OPERE DELL'AUTRICE _ROMANZI_ VAE VICTIS! CIRCE I DIVORATORI MARION NAJA TRIPUDIANS SORELLA DI MESSALINA SUA ALTEZZA (per fanciulli) _NOVELLE_ ZINGARESCA GIOIA PERDONATE EGLANTINA! _POESIA_ LIRICA _VIAGGI_ TERRA DI CLEOPATRA _TEATRO_ L'INVASORE LE BOCCHE INUTILI Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. End of the Project Gutenberg EBook of Le bocche inutili, by Annie Vivanti *** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE BOCCHE INUTILI *** ***** This file should be named 49133-0.txt or 49133-0.zip ***** This and all associated files of various formats will be found in: http://www.gutenberg.org/4/9/1/3/49133/ Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images generously made available by The Internet Archive) Updated editions will replace the previous one--the old editions will be renamed. 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